| Paralisi
degli arti posteriori, incontinenza CONSIGLI PRATICI
Sicuramente il consiglio
principale è di non preoccuparsi. Anche Barbara quando
ha adottato Greta, la micina ritratta nella foto accanto,
temeva si potesse fare male o la situazione potesse
diventare difficile da gestire, invece Greta vive
praticamente come tutti gli altri gatti di casa, si muove
tranquillamente, sale e scende da sedie, divani e letti
senza problemi e, da quando non è più in gabbia, non ha
più problemi di irritazioni varie.
La qualità di vita di un gatto paralizzato può
sorprendentemente essere al di sopra di quanto noi umani
non possiamo pensare. Leo di Lisa ha subito un incidente
che lo ha paralizzato: in quell'occasione il suo
veterinario assicura che Leo non si chiederà mai perché
prima saltava ed ora non ci riesce più, l'unico pensiero
di Leo sarà di trovare un sistema per ottenere ciò che
vuole! Spiega a Lisa che una delle straordinarie doti dei
gatti è la capacità di adattarsi al meglio alle
situazioni: "Se volete sopprimerlo io lo sopprimo,
ma ricordatevi che il problema è vostro e non suo!".
E Leo che ha vissuto felice 11 anni, Greta, Gretuccia e
tanti altri lo testimoniano!
L'importante è non spaventarsi: i primi giorni sono un
po' tragici anche perchè si è inesperti e il gatto è
spaventato o comunque non abituato, con il tempo la
situazione migliora e possiamo assicurarvi che sono
necessari solo pochi minuti al giorno per tenere pulita
Greta, lei è tranquilla, piena di vita, gioca con
l'altro gatto sfortunatello senza un occhio e a vederla
non sembra davvero un gatto handicappato. E così Leo,
che era un incubo per le lucertole e i passerotti ed era
indiscutibilmente il leader della famiglia felina. E
Gretuccia, che ha il suo bel daffare a giocare col micino
coetaneo di cui è amicissima, a far scappare
inseguendola la vecchia micia 13enne a cui manca un
occhio e a tenere a bada i coniglietti di casa. E così
tanti altri.
PANNOLINO
Greta, Gretuccia e Leo sono
incontinenti quindi il pannolino serve più che altro per
questo problema, è però sicuramente anche una buona
imbottitura per evitare che trascinando la parte
posteriore possano farsi male.
Non sappiamo se in caso di gatti non incontinenti il
pannolino possa dar loro fastidio e possano quindi
cercare di toglierselo per utilizzare la cassettina/lettiera,
è probabile comunque che dopo qualche tentativo
desistano e il problema si risolva con l'abitudine.
Ci sono diversi metodi per mettere il pannolino, a
seconda di come ci si trova più comodi e del grado di
paralisi del gatto.
Barbara per Greta fa solo un buco quasi al fondo della
parte anteriore per bambini (e posteriore per gatti) -
quella con i disegni - con delle forbici abbastanza
appuntite, poi allarga un po' il buco infilandoci un dito
o ritagliando con le forbici, infila la coda nel buco,
passa una parte sotto il sedere di Greta, la recupera da
sotto la pancia e attacca i laccetti sulla schiena, così
non deve usare nastro e il pannolino si posiziona
abbastanza bene.
Anche Lisa faceva un buco per la coda però poi fissava
con un po' di scotch la posizione della "cintura".
Gretuccia di Renata invece ha la coda sensibile e
infilando il pannolino facendo solo un buco si lamenta
per il contropelo. Perciò Renata lo taglia
longitudinalmente nella parte che diventerà quella
posteriore fino a circa tre quarti della lunghezza della
metà posteriore, poi ritaglia un triangolino col vertice
che parte dal taglio che ha fatto e colla base verso il
centro del pannolino, lasciando circa 1,5-2 cm di
distanza dal centro. Poi chiude tutti i tagli con del
nastro adesivo di carta (quello di copertura per
pitturare i muri) alto 1 cm. La chiusura dei tagli con il
nastro adesivo è necessaria per non far uscire il fluff
e i granuletti di materiale assorbente che altrimenti
finirebbero per appiccicarsi al pelo, assorbendo la pipì
ed assumendo la consistenza di piccole palline di gel. Fa
poi sedere Gretuccia sul pannolino, ricongiunge i lati
del taglio sulla schiena con due pezzetti di nastro
adesivo di carta alto 3 o 4 cm (tiene meglio) lasciando
passare il codino nel buco a forma di triangolo. Chiude
il pannolino attorno alla vita un po' stretto con i
laccetti appositi e voilà... Renata poi ha provato a
usare come parte posteriore quella bianca o quella coi
disegnini e, contrariamente a Barbara, si trova più
comoda mettendo dietro la parte bianca, cioè quella che
per i bambini sarebbe la parte posteriore, ma è solo una
questione di abitudine. Basta fare un po' di prove e
vedere come ci si trova più comodi.
PANNOLINO: TAGLIA
CONSIGLIATA
Noi usiamo i NewBorn
Pampers o Huggies 2-5 o 3-6 kg, purtroppo le marche più
economiche sembra partano da 4 kg, non li abbiamo mai
provati ma penso siano un po' grossi (Greta è 3 kg
scarsi). Dipende anche un po' dal pannolino, i pannolini
per 3-6 kg hanno le barriere sulle gambe/zampe un po'
larghe e si rischiano fuoriuscite, quelli per 2-5 kg
invece sono più stretti sulle zampe ma sono più corti e
non stanno molto su in vita!
Bisogna fare un po' di prove.
Renata per esempio usa i pannolini da 2-5 kg quando ha
possibilità di cambiare la micina dopo non più di 7-8
ore, mentre utilizza per Gretuccia quelli da 3-6 kg
durante il giorno in quanto rimane fuori casa per lavoro
per oltre 12 ore e, sebbene siano più ingombranti e
scomodi per la micina, hanno il vantaggio di assorbire un
po' di più la pipì, lasciando asciutta più a lungo la
piccola. Ha anche provato a lasciare un po' più di
spazio al centro del pannolino (2,5-3 cm) per raccogliere
più materiale solido evitando l'effetto "appiccicato"
delle feci. Non sempre funziona perchè Gretuccia
comunque ci si siede sopra e oltrettutto i pannolini più
grandi permettono più facili fuoriuscite dalle gambine.
Per evitare quest'ultima cosa ha provato a stringere la
chiusura facendo una specie di pence con un pezzetto di
nastro adesivo di carta: l'effetto estetico è
disastroso, ma in pratica funziona abbastanza.
FERMA-PANNOLINO
A Greta il
pannolino non si sfila, lei però ha le zampe paralizzate
distese e quando cammina le tiene in avanti, quindi è
difficile che si tolga. Invece Gretuccia "correndo"
riesce a sfilarselo: per evitare ciò basta mettere un
nastro di stoffa morbida e leggermente elastica - tipo
panno, che non si sfilaccia - alto un cm attorno
all'inguine (il più indietro possibile) e chiuderlo
sulla schiena con un'asolina. In questo modo non si è
mai sfilato.
SE CERCA DI
TOGLIERSI IL PANNOLINO STRAPPANDOLO
I primi giorni è
possibile che il gatto cerchi di togliersi il pannolino
non essendovi abituato. Ma se accade che dopo settimane o
mesi che ha accettato il pannolino improvvisamente
cominci a cercare di strapparselo a morsi fate attenzione:
potrebbe avere i vermi!
Gretuccia di Renata ha "ereditato" i vermi
della specie "ascaridi" dal gattile e
nonostante sia stata sverminata subito ha avuto dopo 5
mesi una recidiva che si è manifestata precocemente con
il tentativo della gattina di strapparsi il pannolino. In
un primo tempo la cosa è stata interpretata come una
questione psicologica: ogni tanto lo fa quando è
frustrata perché non le si permette di mordere una gatta
che le è antipatica
e si è pensato che potesse
essere eventualmente legato a noia. La comparsa di un
verme nelle feci ha permesso di comprendere la vera causa
di quel comportamento: i vermi provocano un intenso
prurito soprattutto nella zona anale e Gretuccia si era
persino ferita mordicchiandosi la schiena nel punto di
chiusura del pannolino per cercare di eliminare il
prurito. Un'iniezione di vermifugo ha risolto il problema
in meno di un'ora: Gretuccia non si mordicchia e non si
toglie più il pannolino e le feritine alla schiena sono
perfettamente guarite!
PULIZIA
Si tratta di
dedicare al micio una mezz'ora al giorno in pulizia ed
igiene, non molto di più di quanto non si debba fare per
pulire le cassettine dei mici "normali".
Con il pannolino, se cambiato almeno due, tre volte al
giorno non dovrebbero esserci problemi di macerazione e
per evitare fuoriuscite meglio metterlo il più stretto
possibile! Con il pannolino il bagnetto non dovrebbe
neanche più essere necessario, perchè a meno di
diarrea, la pelle e il pelo restano abbastanza asciutti
ed è sufficiente una salviettina umida (quelle
confezionate che vanno meglio sono le Huggies verdi senza
profumo, sono di un tessuto un po' più ruvido delle
altre e puliscono bene) o una spugnetta morbida o
straccetto inumidito con acqua tiepida.
L'acqua e il sapone in genere oltre a spaventare il micio
possono irritare quindi li utilizziamo solo in casi
estremi! E comunque bisogna usare sempre sapone neutro o
per neonati, meglio quello in mousse.
Tuttavia Leo di Lisa aveva bisogno di essere stimolato
per urinare e defecare due volte al giorno, come fanno le
mamme con i cuccioli piccolissimi: premendo sulla vescica
per la pipì e facendo scorrere le feci dal canale fecale
per la popò. In quelle occasioni Lisa gli lavava
tranquillamente il sederino con acqua e sapone neutro,
poi lo asciugava con un po' di phon, in modo che la pelle
restasse sempre asciutta. Era diventato un rito di cui
Leo non aveva assolutamente timore e che non gli ha mai
causato irritazioni.
SE IL MICIO NON HA
LO STIMOLO
Lisa è esperta in questo: il gatto
- come accennato riguardo a "pulizia" e "alimentazione"
- deve essere stimolato per urinare e defecare due volte
al giorno, come fanno le mamme con i cuccioli
piccolissimi, cioè premendo sulla vescica per la pipì e
facendo scorrere le feci dal canale fecale per la popò.
E' quindi importante che la popò sia piuttosto morbida e
questo si può ottenere con un'attenta alimentazione, in
cui la parte secca non sia preponderante.
Eventualmente, all'occorrenza, se capita che il micio ha
la cacca troppo dura e non si riesce a farla uscire si
possano fare i cliesterini di glicerina per neonati. A
quel punto si deve attendere per alcuni minuti e poi di
solito la cacca arriva, un po' più "morbida"
del solito.
Per far ciò Lisa appoggiava Leo a terra sopra alcuni
panni di cotone ( dimensioni circa 70x70) ed isolava il
pavimento con un foglio plastificato perché l'acqua
evetualmente non passasse fino al pavimento, Leo si
metteva indifferentemente su un lato o sull'altro a suo
piacimento.
Dopo avergli fatto fare i bisognini , Lisa prendeva un
piccolo catino di plastica, lo riempiva con acqua e
sapone neutro, poi con una spugna naturale lavava bene il
sederino e la parte che veniva coperta dal pannolino,
prima da un lato e poi dall'altro, muovendo il micio.
Sciacquava con acqua tiepida, frizionava con un panno
molto morbido in modo da asciugare il più possibile il
pelo, poi passava con un po' di phon per accertarsi che
la pelle ed il pelo fossero completamente asciutti;
metteva il pannolino mentre Leo continiava a stare su un
lato facendo entrare per prima la coda e alzandogli un
po' il sederino da terra, lo chiudeva e poi girava Leo
facendo la stessa operazione dall'altro lato, dopodichè
con lo scotch faceva il giro della "vita"
alzando nuovamente un pochino il sedere di Leo che ancora
stava comodo su un lato per passare con lo scotch.
IRRITAZIONI
Sono molto utili (oltre
al fatto di cambiare spesso i pannolini) le creme per
neonati allo zinco (tipo fissan, penaten ecc.). Creano
una barriera protettiva contro le urine che sono
fortemente irritanti per la pelle. Purtroppo col pelo la
crema crea un bel pastrocchio, pero' vale la pena di
sopportare quell'appiccicaticcio della crema sul pelo, ma
evitare irritazioni.
Rispetto alle polveri allo zinco, la pasta si
distribuisce meglio evitando di formare grumi con l'urina
ma è forse un po' troppo "spessa" e unta.
Meglio utilizzare la pasta-crema, che si può acquistare
in farmacia: è più fluida della pasta e quindi più
facile da stendere e non impiastra più di quel tanto.
Ottima è l'aloe, che si può trovare sicuramente in
erboristeria sotto forma di tubetti di crema. Ce ne sono
diverse marche. Planter's, per esempio, contiene aloe al
99.9%, quindi è praticamente puro, è solo un po'
liquido e quindi un po' difficile da metterne senza
perderne in giro (un trucco può essere metterne qualche
goccia su un foglio di carta tipo scottex piegato in
quattro e applicarlo subito-subito sul sottocoda tenendo
il più possibile orizzontale lo scottex). Comunque ce ne
sono altri tipi, altrettanto buoni. L'aloe ha molte
proprietà, tiene la pelle morbida, idratata e pulita e
soprattutto se poi il gatto si lecca non fa male, anzi (un'accortezza:
non lasciate che ne lecchi troppo perchè può avere per
alcuni soggetti effetto lassativo).
Nel caso di gatti che non hanno lo stimolo, come Leo, è
comunque utile in via preventiva la pasta o crema tipo
fissan, ma ci sono molto meno problemi di irritazione
della pelle, non rimanendovi a contatto urine e feci come
negli altri casi.
EVENTUALI
PIAGHETTE DA DECUBITO
Se l'animale è
tenuto pulito e si usano le accortezze indicate per
evitare irritazioni non dovrebbero formarsene. Tuttavia
può essere che in seguito a prolungati periodi di
dissenteria o ad una precedente diversa gestione ci si
ritrovi con piccole piaghette attorno all'ano o nei punti
di appoggio: si può alternare creme all'ossido di zinco
o l'aloe a un po' di pomata Cicatrene messa sui punti in
questione due volte al giorno. Tempo 3-4 giorni si
dovrebbe risistemare il tutto. Conviene comunque far
visitare il micio da un buon veterinario, soprattutto se
non si notano miglioramenti immediati o le lesioni sono
poco più che microscopiche.
TAGLIO DELLE
UNGHIE
Può essere
importante controllare che le unghiette delle zampe
posteriori, data la mancanza di usura, non crescano
troppo arcuandosi e rischiando di ferire i cuscinetti
carnosi delle dita. E' sufficiente tagliare la punta con
un normale tronchesino per unghie, ma non bisogna
assolutamente tagliare troppo vicino al dito: la prima
volta è bene andare dal veterinario e osservare come fa,
poi si può tranquillamente ripetere l'operazione
autonomamente. Non è necessario farlo più di 2-3 volte
all'anno!
ALIMENTAZIONE
Non ci sono particolari
accorgimenti, se non quello di sostituire una parte di
cibo umido con croccantini, in modo da tenere le feci più
consistenti e di volume inferiore, così da impiastrare
di meno e creare meno irritazione locale. ATTENZIONE però
a non esagerare, per non provocare la formazione di
fecalomi, cioè di feci troppo dure e difficili da
espellere (soprattutto se il gatto non è in grado di
farlo autonomamente)! Quando il micio non ha lo stimolo
è meglio che la cacca non sia troppo dura, perchè si fa
fatica a farla uscire e quindi un'alimentazione a soli
crocchi forse non è l'ideale. E indubbio però che ogni
micio abbia il proprio equilibrio intestinale e quindi si
debbano fare dei tentativi, ma per far fare la popò è
meglio che la cacca sia "morbida".
Se capita che il micio ha la cacca troppo dura e non si
riesce a farla uscire, (la devono fare praticamente tutti
i giorni) si possano fare i cliesterini di glicerina per
neonati. A quel punto si deve attendere per alcuni minuti
e poi di solito la cacca arriva, un po' più "morbida"
del solito.
Sono anche da evitare quei cibi che possono creare
dissenteria (e questo dipende da gatto a gatto, bisogna
solo provare) in quanto irrita molto la pelle localmente.
Un po' di buon senso e di pratica ed il consiglio di un
buon veterinario potranno suggerire la dieta adeguata
caso per caso.
E' buono che il gatto una volta arrivato a casa prenda un
po' di peso perchè vuol dire che è tranquillo e
assimila bene. Bisogna però fare attenzione che non
ingrassi, vista la sua condizione è meglio che sia il più
leggero e agile possibile...
MASSAGGI E
GINNASTICA
E' molto utile
fare frequenti massaggi energici alle zampine e far fare
al gatto ginnastica riabilitativa forzando il movimento
di estensione e di piegatura della zampa, come se
saltasse. Basta farlo passare come gioco e non viene
considerato qualcosa di fastidioso. Serve per mantenere
buona la circolazione e mantenere un certo grado di tono
muscolare, questo anche nei casi di paralisi che non
prevedono recupero motorio.
GUAINE ANTI-FERIMENTO
E' molto
improbabile che il gatto, soprattutto se vive in casa,
riesca a ferirsi trascinando le zampe posteriori. Per uno
scrupolo in più si può cucire un "sacchettino"
che contenga le zampette e la parte posteriore del corpo.
C'e' una cosa simile sul sito www.k9carts.com.
Bisogna però far attenzione al materiale con cui
costruire il sacchetto. Renata all'inizio pensava d'aver
fatto una scoperta clamorosa: una guaina di tela cerata
legata con una fascetta in vita che permetteva a
Gretuccia di scivolare meglio sul pavimento e la
costringeva a tenere le zampette unite e rivolte in
avanti, senza finire per sedersi sopra a una delle due
come è solita fare. Problema: tempo una settimana e si
è accorta che aveva delle piaghette dovute, secondo il
veterinario, ad un'eccessiva umidità locale. Può essere
stato quello? non sappiamo, comunque, anche se non le è
mai stata indossata per più di un paio d'ore al giorno,
non gliel'ha più messa e non ha più avuto problemi di
piaghette. Da sconsigliare vivamente i materiali non
traspiranti!
MEDICAZIONI IN
EVENTUALE CASO DI FERIMENTO
Leo ogni tanto si
feriva una zampina, perchè a volte, camminando la
strisciava sul pavimento, (evidentemente aveva
un'andatura irregolare e quindi a volte la zampina
strisciava ed altre volte no) a quel punto Lisa la
disinfettava con Betadine (un disinfettante ottimo che si
può acquistare in farmacia: viene utilizzato anche in
chirurgia e riesce a risolvere anche casi complicati con
ascessi e pus. Bisogna fare attenzione a non sporcarsi
mani e vestiti, perché lascia un colore rosso-marrone
intenso molto difficile da eliminare) e poi la copriva
con del cotone idrofilo ricoperto da una fascia di
cerotto stretta e la cosa si risolveva in un tempo
piuttosto breve.
NOTTE
Per la notte
Barbara ha pensato di utilizzare una gabbietta per
lasciare la micia almeno qualche ora senza pannolino, in
modo che si possa pulire e la pelle respiri e si asciughi.
Deve essere una gabbia per conigli, di dimensioni circa 1
metro x 50 cm.
Un'area sul pavimento recintata è pressochè inutile
perchè come vedrete (e lo vedrete!) un gatto paralizzato
è più agile di quel che si pensi e riesce a uscire
senza problemi. Greta è riuscita pure ad uscire dalla
gabbia chiusa ed è una gabbia con la portina sulla parte
superiore
Invece Lisa a Leo teneva il pannolino 24h al giorno e non
ha mai riscontrato problemi di pelle ed eventuali
problemi igienici, per cui lo faceva dormire
tranquillamente a letto con loro.
Anche Gretuccia tiene sempre il pannolino, in quanto
perde la pipì goccia a goccia e, avendo oltrettutto una
zampetta storta che le passa sotto il sedere, le volte in
cui ha provato a rimanere anche pochi minuti senza
pannolino si è impiastrata tutta. Un telo assorbente di
quelli in commercio per cuccioli ha solo in parte risolto
il problema. Quindi anche Gretuccia tiene il pannolino 24h
al giorno. E, come Leo, dorme a letto
GIORNO
Un gatto fornito
di pannolino può stare in giro tranquillamente di giorno
per la casa senza problemi igienici. Eventualmente se si
è fuori casa per parecchio tempo e il gatto non è in
grado autonomamente di salire su sedie e divani è
importante lasciargli a disposizione in terra tappeti e
cuscini perché possa non stare a contatto del pavimento
freddo.
Per una maggiore
tranquillità in caso di assenza prolungata (12-14 ore al
giorno) Gretuccia per i primi mesi dall'arrivo a casa è
stata abituata a trascorrere il tempo in una gabbia tipo
quella da notte di Greta, con due ciotole tipo quelle di
acciaio per pappagalli da appendere alle sbarre (per
evitare rovesciamenti) contenenti una acqua e l'altra
croccantini. Un piattino di umido veniva vuotato subito
la mattina come colazione. Un cuscinotto costituito da un
filtro per acquari dello spessore di circa 3 cm ricoperto
da un telo assorbente per cuccioli occupa metà della
gabbia. La gabbia è posta a 1 metro e 20 cm da terra,
con il lato corto prospicente una finestra che dà sulla
strada: così la micina se vuole può prendere il sole
del mattino, starsene all'ombra o guardare incuriosita il
via-vai della strada e del palazzo di fronte. Non era la
situazione ideale, ma a Gretuccia non sembrava pesare
affatto, anzi di solito la mattina si aggrappava
addirittura alle sbarre della porticina aperta per
entrare più in fretta e si metteva subito a
sgranocchiare con aria soddisfatta i crocchi spiando i
passanti... Ora la gabbia non serve più: la micina si è
perfettamente ambientata e la mattina viene lasciata,
pulita e rifocillata, sul letto: ci penserà poi lei a
scendere e girarsi a suo piacimento tutta la casa.
CARRELLINO
Dipende molto dai gusti del
gatto, in quanto un carrellino potrebbe essere di
intralcio e difficile da far accettare.
Greta ha sviluppato una grande forza nelle zampe
anteriori e riesce a spostare senza fatica tutto il corpo:
scende addirittura dalle sedie con le zampe davanti e
posando lentamente il sedere!
E' buffissimo veder "correre" un gatto
paralizzato: abbassa la parte anteriore del corpo e punta
la testa in avanti diventando aerodinamico come un'auto
da formula uno! (ma è bello anche vedere come si fanno
rispettare e si prendono i loro spazi... e vizi!)
Per Gretuccia Renata ha costruito un carrellino
costituito semplicemente da una tavoletta di legno di
balsa (quello per aeromodellismo: costa un pochino di più
ma è leggerissimo e facile da lavorare: si taglia con un
comune cutter o coltello da cucina seghettato) di
dimensioni circa 10x12 cm a cui ha attaccato 4 rotelle
per pattini in linea (costo confezione da 8 rotelle: 10
centesimi di euro), fissate in modo che sporgano appena
ai fianchi della tavoletta a un paio di centimetri dai
vertici sui lati più lunghi con dei chiodi da muro di
tipo fisher (quelli che hanno una lunga vite che viene
avvitata nella guaina di plastica che si infila dentro il
buco nel muro) alla cui estremità c'è semplicemente una
borchia (niente ganci o anelli!). Tra la ruota e il
pezzetto di plastica parte integrante del chiodo ha messo
un dado di metallo da 6 mm di diametro in modo da non
creare attrito con la rotella. Ha poi fissato la guaina
di plastica nella quale ha avvitato saldamente il chiodo
(+dado+rotella) sulla parte inferiore del carrello con
abbondante mastice "millechiodi" lasciando
asciugare per almeno 24 ore. In seguito ha fissato con un
incrocio di elastici per sartoria una pattina imbottita
sulla parte superiore della tavoletta. Greta viene fatta
sedere sulla tavoletta piuttosto indietro e legata con un
pezzetto di nastro di panno che viene annodato al centro
al di sotto della tavoletta all'incrocio degli elastici
che tengono ferma la pattina, viene fatto uscire dai lati
e passato all'interno della coscia, sia a destra che a
sinistra, poi ripiegato indietro verso la schiena,
mantenendo sempre lo stesso lato senza venire in alcun
modo incrociato, passando così attorno alla vita e
venendo chiuso con un nodo e un'asolina sulla schiena.
Ulteriore fissaggio può essere costituito da una
fascetta di nastro adesivo di carta passato sotto il
carrello e poi sul pannolino a destra e a sinistra (questo
congegno di fissaggio è per ora il più efficace
sperimentato, però è sicuramente da perfezionare!).
La funzione principale del carrello per Gretuccia è
stata quella di ridarle fiducia: solo col carrellino ha
cominciato a "correre" e a "rincorrere"
gatti e giochi e solo col carrellino ha cominciato a
staccare una zampa da terra per prendere il gioco. Ora lo
usa pochissimo: essenzialmente per quando passeggia sul
balcone dove è meglio che non strisci le zampette a
terra o per qualche corsa in casa che l'aiuta a
irrobustire le zampe anteriori. Con questo carrello
comunque Gretuccia riesce a sdraiarsi a pancia in giù o
sul fianco e anche rimettersi seduta e a passeggio da
sola.
Anche per Leo Lisa ha fatto costruire un carrellino, ma
lui era rapidamente diventato così forte e veloce con
quelle due zampotte che il carrellino in curva non teneva
la sua velocità e lui in derapata cappottava!!! Ad un
certo punto ha fatto capire che il carrellino poteva
anche finire in garage a prendere la polvere, che era
meglio, lui se la cavava benissimo anche senza!! Aveva a
disposizione tutta la casa: letti, divani, cuscini in
terra, pedane ed in più il suo giardino, il suo
alberello, i suoi cespugli e la sua aiuola. Tra l'altro,
non curante del suo stato, si lanciava giù dai tre
gradini che separano la casa dal giardino senza neppure
pensarci! Dormiva sul letto e quando era stanco si
buttava anche da lì, senza batter ciglio! Quando voleva
salire sul divano o sul letto ti veniva a chiamare, si
portava davanti al punto in cui voleva salire e si
metteva in posizione da "salto", Lisa gli
alzava il sedere e lui con un "balzo" arrivava
dove voleva.
BARRIERE
ARCHITETTONICHE
Le scale potrebbero
costituire una difficoltà ed un pericolo per un gatto
paralizzato, tuttavia, se non portano a posti pericolosi,
tipo balconi, potete lasciargliele fare, eventualmente
mettendo anche solo una striscia di tappeto a cui il
micino possa aggrapparsi per salire o scendere.
Sedie, letti e divani invece di solito non costituiscono
un oggetto troppo difficile da conquistare.
Per un ulteriore scrupolo, si può mettere in terra ai
piedi del letto, dove di solito sceglie di scendere il
gatto, un grande cuscino o un tappeto ripiegato, che
attutiscano l'impatto del sedere sul pavimento. Sarebbe
bene comunque fissare a terra in un qualche modo il
cuscino o tappeto, per evitare che slittando crei un
ulteriore problema: se il cuscino si muove il micio
"perde aderenza con il terreno" e rischia di
scivolare cadendo malamente. Lisa per esempio ci aveva
provato, ma non essendo in grado di fissare il cuscino al
pavimento, quando Leo saltava giù e il cuscino si
muoveva Leo si ribaltava tutto e non gli piaceva affatto...anzi
se possiamo dirlo si incavolava di brutto!
Quindi la cosa migliore è provare ed osservare bene come
si comporta il nostro micio!
Comunque di solito imparano in fretta ad appoggiare per
prime le zampe anteriori e far scendere il posteriore (imbottito
dal pannolino) più lentamente.
PRIMO IMPATTO
ALL'ARRIVO A CASA
Di solito i gatti
disabili appena portati a casa sono molto spaventati e ci
vuole più tempo degli altri gatti ad abituarsi; d'altra
parte, almeno all'inizio, si sentono che qualcosa non va
e temono di non riuscire a scappare abbastanza in fretta
per fuggire da qualche pericolo, quindi tendono ad
aggredire gli altri cani o gatti... con il tempo però
passa.
Eventualmente i primi giorni potreste lasciare il gatto
nella gabbietta-appartamento con un morbido cuscino, tipo
quella che Barbara usa per Greta per la notte, in modo da
farlo sentire un po' più al sicuro e abituarlo alla
presenza degli altri. Per l'acqua e i croccantini sono
utilissime le ciotole di metallo per pappagalli da
appendere alle sbarre, in modo da evitare eventuali urti
e rovesciamenti (soprattutto dell'acqua).
Quando il piccolino si abituerà alla nuova casa, ai
compagni, ai trattamenti e alla routine quotidiana, sarà
sicuramente più tranquillo e rilassato. E anche il suo
intestino (qualora abbia problemi) si regolarizzerà. E
anche chi lo accudisce sarà meno spaventato e meno
imbranato e sicuramente la qualità della vita migliorerà
per entrambi.
VACANZE
Per le vacanze non
bisogna farsi problemi: Greta viene portata a spasso
ovunque dentro in un trasportino-borsone imbottito e
anche Leo ha girato il mondo! Beati loro
nella foto
a fianco Greta in camper.
Barbara & Greta - Lisa & Leo - Renata &
Gretuccia - per ulteriori informazioni visita il sito Gatti a 2 zampe o scrivi a gatti2zampe@email.it
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