| Se anche tu hai un animale "speciale", raccontaci la sua storia, inviandola insieme a qualche foto a info@oscardog.it |
| OTTO |
Scartata subito (da lui) l'amputazione dell'arto, conclude dicendoci che, al posto nostro, avrebbe continuato vita natural durante con dosi crescenti di cortisone, calmando così almeno il dolore. Tornati a casa, l'umore era ovviamente a terra. Per scrupolo, il giorno dopo ci siamo rivolti ad un altro veterinario. Questi lo vede, gli fa le lastre, conferma il probabilissimo tumore ed è un libro aperto, non ci illude e non omette niente dando la sua diagnosi. Dopo aver definito "folle" il suo collega (il cortisone è quanto di più dannoso si possa dare ad un soggetto con osteosarcoma, visto che aumenta vertiginosamente la propagazione del tumore!) ci dice che l'unico modo per allungare la vita del nostro amico è l'amputazione. Sul momento è stata dura, perchè se da un lato gli si poteva dare almeno un altro anno di vita, dall'altro significava menomarlo e, dal punto di vista umano, era una sfida difficile da affrontare. La sera stessa (!) dell'operazione Otto s'è alzato su tre zampe, però non sapeva che fare, il suo cervello cercava ancora la quarta zampa... dopo quattro giorni (!!) CAMMINAVA benissimo, zompettando qua e là per la casa... dopo un mese, sembrava essere tornato quello di qualche anno prima! Aveva recuperato lo sguardo vispo e vivo, riusciva persino a correre come faceva prima che iniziasse questa brutta avventura. Ad agosto, in campagna, ha rincorso le macchine, seppellito ossa, fatto lunghe passeggiate per i campi... un cane normalissimo, completamente il contrario del cane abbacchiato e vittima di dolori lancinanti (il tumore all'osso è uno dei più dolorosi) di poche settimane prima. Non pensavo proprio avrebbe recuperato così in fretta ma sembra sia normale, i cani non si fanno i problemi degli uomini, non si vergognano di essere "diversi" rispetto agli altri ma, anzi, cercano in tutti i modi di adattarsi alla nuova situazione, riuscendoci perfettamente a quanto pare. Se m'avessero detto che dopo un mese sarebbe stato così vispo, avrei pensato ad una gigantesca presa in giro! :) |
| APE |
La bestiola è proprio concia, zampa anteriore destra in cancrena e quindi "o si tagliava la zampa, o moriva il gatto" dice Mauro. Ed allora via la zampa, per una gatta destinata ad essere mancina a vita. La mia mamma la vide a febbraio '98, appena operata, con il collare elisabetta, tremante, con la ferita ben in vista, con poco pelo addosso (...e pieno di forfora!) a causa di una micosi da stress. È proprio bruttarella e, a quanto pare, nessuno la vuole adottare. Difficile per mia madre trattenere le lacrime, difficile anche non impegnarsi per trovarle una casa accogliente... All'epoca avevo 26 anni e vivevo per i fatti miei da 5. Nella mia famiglia son cresciuto sempre con animali in casa, però ancora non ne avevo avuto uno nel mio piccolo appartamento. L'inizio di quest'avventura non poté che essere traumatico... Ape è sempre nascosta, Ape non mangia, Ape non usa lettiera, Ape non vuole camminare. Serate passate di pancia sul pavimento con un braccio sotto il mobile ed il dito zuppo di cibo per farglielo leccare son servite a conquistare la sua fiducia. Ora lei vive in una casa molto più grande che ha comprato con un mutuo ventennale, niente più letto a soppalco, più stanze per muoversi, un bel balcone pieno di piante dove nascondersi, un divano confortevole, due sorelle (Vespa, una micia nana, e Magenta, una nerina con un canino spezzato) con cui giocare e rincorrersi. Ed io? Io sono il loro inquilino, non mi fanno pagare l'affitto in cambio di acqua, cibo, lettiera pulita ed un corpo caldo su cui stravaccarsi nelle fredde sere invernali. A, dimenticavo: se faccio tardi spesso vengo rimproverato, se mi assento per qualche giorno, vengo addirittura snobbato. Che vita... |
| SCILLA |
Quando l'ho chiamai per fargli sapere che il giorno prima era morta avvelenata la più piccola delle mie due gatte, mi disse di Scilla... Si è subito ambientata, ha fatto amicizia con l'altra gatta e con i cani, ora sembra che abbia sempre vissuto con noi. È molto dolce e allegra e sinceramente mi sembra molto soddisfatta della sua nuova vita. A volte fa tenerezza guardarla mentre cerca di aprire una porta o di scavare la sabbietta con la zampetta mancante, ma credo sia un problema tutto nostro, dal momento che alla fine Scilla se la cava alla grande e continua a fare comunque tutto quello che vuole, compreso andare a caccia e saltare da tutte le parti! |
| JOHNATHAN |
Un giorno, nel balcone di casa mia,
trovai un canarino tutto sanguinante e senza una zampa.
Il veterinario mi disse che era molto vecchio (circa 3
anni), che molto probabilmente era scappato da una gabbia
e che la zampa era stata staccata da un morso (forse di
gatto). Lo tenni con me e lo curai. Quando fu guarito lo
volevo mettere in libertà, ma Johnathan (chiamato così
in onore del gabbiano) non riusciva a volare... Rimase in
casa con me, ma dovetti metterlo in una gabbia, perché
il mio gatto Graffio (la cui storia è pubblicata nella
pagina "Storie di animali speciali") anche se
cieco, riusciva ugualmente ad acchiapparlo! Così gli
feci una grande gabbia: una specie di voliera che invece
di essere alta, si sviluppava in lunghezza, visto che,
non sapendo volare, Johnathan si divertiva a saltellare.Johnathan (del quale non ho fotografie) visse altri 5 anni; purtroppo nell'ultimo anno gli si sviluppò un tumore nell'unica zampetta e a nulla valsero le mie cure, ma mi resta la consolazione di avergli fatto vivere degli anni sereni accudito ed amato. |
| MAVERICK |
Trovai
Maverick quando aveva circa 6 settimane, qualcuno lo
aveva buttato dentro al mio giardino. Era un cucciolo
buono ed intelligente ed imparò tutto molto velocemente.
All'età di 5 mesi riuscì a scappare attraverso la
recinzione e scomparve. Tornò il giorno dopo, ma la sua
zampa posteriore sinistra era stata quasi completamente
tagliata, col piede "penzolante" per circa 7
centimetri. Lo portai subito al pronto soccorso
veterinario, poiché eravamo fuori dall'orario di
apertura dei normali ambulatori e volevano farmi pagare
più di $1000 solo per pulire la ferita e bendarla,
dicendomi di recarmi dal mio veterinario di fiducia il
giorno seguente. Io ero molto angosciata e urlai,
pensando che avrei dovuto farlo sopprimere, perché non
potevo permettermi queste cifre. Lì finii solo col
procurarmi un doloroso colpo, perché Maverick uscì dal
pronto soccorso stressato e senza essere stato medicato,
così lo lasciai dormire in un lettino in macchina per
tutta la notte. Il giorno dopo andammo dal suo veterinario abituale; il dottore gli diede un'occhiata e disse che la zampa andava amputata. Egli riteneva che Mav si fosse imbattuto in una tagliola ed avesse provato a liberarsi strappandosi la zampa, perché il piede penzolava reciso; apprezzò il mio affetto per lui e mi chiese solo $300. Ero così felice di poter tenere il mio cucciolo!! Venne operato immediatamente ed io tornai a riprenderlo il giorno seguente. Avevo il cuore in pezzi a vederlo in quella gabbia, lui provava ad alzarsi ed io vedevo muovere i muscoli della zampa che non c'era più. Gli avevano tagliato interamente la zampa, ma la parte sinistra dell'osso in alto ed il muscolo intorno sembrava un'imbottitura sulla quale poteva sedersi. Lo aiutai ad alzarsi ed uscimmo per la pipì; aveva davanti un duro periodo per imparare come "accovacciarsi" senza una zampa dietro, ma riusciva a cavarsela già bene.
Ora è passato un anno dall'amputazione e Mav è come ogni altro cane ed io sono molto felice di averlo potuto salvare! Non riesce a fare solo alcune cose: lo devo aiutare a salire in automobile, perché non riesce a saltare così in alto e lo devo grattare nella parte sinistra perché, non avendo la zampa posteriore, non può grattarsi da quella parte: viene da me, appoggia la testa sul mio braccio ruotandola dalla parte sinistra e questo è il suo modo dire che ha bisogno di una grattatina! Qualche volta si sdraia sul lato sinistro e si strofina sul tappeto per grattarsi. Quando andiamo a fare una passeggiata, la gente trova buffo guardarlo fare pipì sopra qualcosa, perché non dovendo alzare la zampa, sembra soltanto appoggiare il corpo da quella parte. Talvolta devo aiutarlo quando si arrampica da qualche parte, ma nella maggior parte dei casi trova il modo di cavarsela da solo! Ha imparato a contare su di me per le situazioni complicate, se non riesce a risolvere da solo: mi chiama abbaiando ed io so che devo andare ad aiutarlo. È là in piedi ed aspetta che lo sollevi (era più facile quando era cucciolo, ora pesa 27 chili! LOL). È dolcissimo e non so che vita sarebbe senza di lui!! Ora è un piccolo grasso cane molto felice, essere "disabile" non significa niente per lui! Mi preoccupo di eventuali problemi all'anca quando diventerà vecchio, perché lui saltella solo su una zampa che quindi viene sottoposta ad un superlavoro, ma ci penseremo quando e se arriverà il problema! Niente può buttarci giù! Il sito di Maverick http://hometown.aol.com/tripodmutt/main.html (in inglese) |
| MUZIONE |
Mu non aveva e non ha un piede, il destro. Dopo averlo accarezzato e coccolato per qualche settimana, gli portavo ogni giorno da mangiare. In una notte di tempesta e di vento sono andata a cercarlo, ma non c'era! Dopo un certo smarrimento e con il cuore in gola, l'ho cercato per il paese, piccolo, in cui vivo. All'indomani ho chiesto notizie e, per fortuna, un signore mi ha detto che era dietro casa sua. Infatti era proprio lì. L'ho coccolato e poi..... ho deciso.... sono tornata a casa, ho preso la macchina e l'ho caricato!!!! Era NOSTRO!!!!! Mu ha trascorso un'infanzia mangiona, i suoi papponi mega sono ancora oggetto dei nostri discorsi, felice, si appartava da solo e giocava con tutto quello che trovava!!! Ci ha riportato bottiglie vuote, ma il massimo accadeva quando trovava le farfalline!!!! Cominciava a saltare intorno e a fare
versetti amabilissimi e le...smembrava, guardandole
meravigliato ed esterrefatto perché non si agitavano più.
Allora guardava me o mio marito che lo rimproveramo,
bonariamente, dicendogli: "ma le farfalline devono
vivere!!" Ma lui non ha mai recepito, ancor oggi, il
nostro ammonimento. Gioca ancora, adesso ha tanto spazio e
vive nella casa che nel frattempo abbiamo ristrutturato,
ormai dall'estate 2000. Si è subito ambientato e
trascorre molto tempo... sul balcone. Ora è grande,
bianco, non più così mangione, ma sempre goloso di cose
buone... Suo compagno inseparabile è Paolino (nelle due
foto di destra) che Mu ha visto nascere. Sin da allora
l'ha coccolato e gli ha permesso di tutto. Correva per
casa con Paolino appeso al suo orecchio, lo faceva sedere
sul suo muso enorme... Tutt'ora lo adora e Paolino
ricambia: la mattina...quando Paolino scende dal nostro
letto va diretto alla cuccia del MU... lo bacia e poi
esce!!! Paolino è molto simpatico ai vicini, i
quali spesso gli lasciano degli ossi. Ebbene, quelli più
grandi, cotti, li riporta al Muzione, la sua vera
autentica mamma!!!!
Vivono in
simbiosi, non si lasciano mai. Quando
escono insieme, al guinzaglio, è un vero spettacolo: si
divertono da morire!! Siccome Paolino soffre la macchina,
quando portiamo Mu dal veterinario, mia cognata ci
racconta che Paolino è inquieto, agitato, fa spola tra
le nostre case, in attesa... quando poi rivede il MU
scoppia di gioia!!!!! Altro compagno di Mu è Tex (col
quale "canta" nella foto a sinistra) e 4 gatti
(Tomma ha una storia tutta sua nell'altra pagina!), ma il
suo rapporto con Paolino è l'unico così speciale. |
| LOLITA |
Guardo
con tristezza la sua zampa anteriore amputata. È
terribile, sembra tagliata di netto con le forbici... non
mi sembra neanche possibile eppure non c'è. Sta seduta
fiera reggendosi con l'altra, bellissima, screziata di
bianco e mi guarda. Cerco nei suoi occhi dolcissimi e
tristi una risposta a questo mio ostinato voler sapere.Continuo a chiederle: «Che cosa ti hanno fatto? Chi è quel mostro che ha avuto il coraggio di abbandonarti?» Non lo saprò mai e lei non potrà mai rispondermi e raccontarmi quanta sofferenza e quanta paura conserva nel suo giovane cuore. Ma, in fondo poco importa. Ora è qui con noi; al sicuro, per sempre. Forse potrà dimenticare la sua sofferenza, spero, ma sovente in sogno si lamenta e piange come un bambino. Ripetuti singhiozzi che fanno sobbalzare quel corpicino color miele, caldo e pelosetto. Anche le sue lunghe orecchie vibrano ma la coda rimane stretta tra le zampine posteriori. Rivedrà la tagliola che le ha inferto tanto dolore? (forse è questo che è accaduto). O peggio, rivivrà i momenti di terribile angoscia nella solitudine dell'abbandono? Allora la stringo più forte a me per darle tutto l'amore che non ha ancora avuto. E pensare che quel giorno al canile, mio marito non si voleva neanche fermare. Eravamo passati per lasciare alcuni sacchi di pane e crocchette, ma dopo le mie insistenze, come avevamo già fatto altre volte ed essendo in compagnia del nostro inseparabile Ariosto, abbiamo chiesto di portare a passeggio una femmina in modo che non litigassero. «Prendete quella - ci hanno detto,
indicandoci un musetto che faceva capolino da un recinto
poco più in là - deve ancora uscire». Ed è stato
amore a prima vista. Solo un attimo dopo ci siamo accorti
della sua zampina a metà. «Non possiamo proprio
lasciarla qui» mi ha detto mio marito, sapendo che io
non aspettavo altro. Sovente avevo espresso il desiderio
di adottare una cagnolina al canile. Sarebbe stata una
compagna per Ariosto e avrei reso felice almeno uno dei
tanti, tristissimi ospiti che, speranzosi, si affacciano
da quelle sbarre.Ora, nel nostro piccolo appartamento siamo in quattro. Certo, questo comporta qualche sacrificio, talvolta qualche piccolo problema logistico, molti peli sui tappeti, l'aspirapolvere sempre a portata di mano. Ma, quando la sera siamo tutti in casa, sdraiati sul divano e Ariosto russa tranquillo, arrotolato sulla poltrona con Lolita accucciata a fianco, l'atmosfera è così bella, rilassante e piena d'amore che non potremmo più farne a meno. |
| RYLEIGH JAMES |
Ryleigh
James è una American Bulldog di 43 chili. L'ho trovata
tre anni fa, sul lato di una strada di campagna vicino
alla mia casa a Chester, SC USA. Era lì seduta ed
aspettava; io immaginai che stesse aspettando il suo
padrone che l'aveva forse abbandonata o che forse era
morto. Non aveva un pelo addosso! L'ho inzuppata con una
speciale formula per 8 - 10 settimane o più. Allora
pesava 22 chili. Poi il veterinario locale mi disse che
se volevo tornasse ad avere un aspetto di cane, dovevo
spendere un bel po' di soldi. Io non sono ricca, ma non
mi importava, purché Ryleigh tornasse a star bene. E così
fu.Un pomeriggio di Gennaio scomparve e finalmente, intorno alla mezzanotte, tornò a casa zoppicando. Al mattino seguente eravamo dal veterinario. Ci disse che aveva sicuramente avuto un incidente con un macchina e la zampa era rimasta paralizzata. Ci disse anche che trascinare a lungo quella zampa l'avrebbe portata a varie infezioni, quindi bisognava amputarla. Io pensai che non fosse una buona idea e presi tempo per decidere. Dopo qualche mese notai un gonfiore sul gomito: era una brutta infezione ed andava rapidamente peggio! Così venne il momento di decidere per l'amputazione. A parte un iniziale problema causato da una piccola infezione localizzata vicino al collo, venuta in seguito all'operazione, ora sta bene ed ha ripreso la vita di sempre! |
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