Storie di "tripodi"
Se anche tu hai un animale "speciale", raccontaci la sua storia, inviandola insieme a qualche foto a info@oscardog.it
 
OTTO
OttoTutto è cominciato una mattina di giugno 2003. Notiamo che il nostro amico Otto, un meticcio di sei anni di taglia medio-grossa misto pastore tedesco e chissà cos'altro, ha una leggera zoppia all'arto posteriore destro. Pensiamo subito che abbia preso una storta giocando con la sua compagna di giochi e non ci badiamo tanto, anche perchè camminava perfettamente ed alzava un poco la zampa solo da fermo. Il giorno dopo, come da previsione, era tutto passato e correva e saltava come al solito. Una settimana dopo lo ritroviamo con la zampa alzata, questa volta molto di più, al punto che quando camminava faceva il passo del canguro (schiena arcuata e spinta con la sola zampa posteriore "sana"), con fortissimi problemi a rialzarsi da accucciato. Siamo andati dal veterinario e questi ha notato un rigonfiamento vasto quanto l'unghia di un pollice appena al di sopra l'articolazione in questione. Gli ha fatto una radiografia e nella parte interessata dell'osso si vedeva una macchia leggermente scura. Il veterinario non si è sbottonato tanto e gli ha prescritto una forte dose di cortisone, ripromettendosi di rivederlo dopo dieci giorni. Alla visita successiva, la macchia nera era ancora più grande e più scura... ancora cortisone. La volta dopo non gli ha fatto nemmeno la lastra e sono stato IO, dopo essermi fatto una pseudo cultura su internet su questa sintomatologia, a chiedergli se si potesse trattare di un tumore all'osso. Lui ha confermato questa possibilità (dirlo prima no, eh?), spiegando che in questi casi sono poche le strade da intraprendere.
Scartata subito (da lui) l'amputazione dell'arto, conclude dicendoci che, al posto nostro, avrebbe continuato vita natural durante con dosi crescenti di cortisone, calmando così almeno il dolore. Tornati a casa, l'umore era ovviamente a terra. Per scrupolo, il giorno dopo ci siamo rivolti ad un altro veterinario. Questi lo vede, gli fa le lastre, conferma il probabilissimo tumore ed è un libro aperto, non ci illude e non omette niente dando la sua diagnosi. Dopo aver definito "folle" il suo collega (il cortisone è quanto di più dannoso si possa dare ad un soggetto con osteosarcoma, visto che aumenta vertiginosamente la propagazione del tumore!) ci dice che l'unico modo per allungare la vita del nostro amico è l'amputazione. Sul momento è stata dura, perchè se da un lato gli si poteva dare almeno un altro anno di vita, dall'altro significava menomarlo e, dal punto di vista umano, era una sfida difficile da affrontare.
OttoFortunatamente su internet ho trovato tanta gente competente e amante degli animali che mi ha aiutato (questo sito in particolare) confortando me e -di riflesso- il mio Otto per quanto riguardava l'imminente operazione. S'è operato ad inizio luglio: due ore e mezzo di intervento ed amputazione completa della zampa posteriore destra, nel senso che l'osso è stato completamente lussato dall'anca e l'arto è stato disarticolato da tutto il resto del sistema muscolare. Un lavoraccio insomma, però il veterinario alla fine era soddisfatto e orgoglioso per il risultato, esteticamente perfetto...
La sera stessa (!) dell'operazione Otto s'è alzato su tre zampe, però non sapeva che fare, il suo cervello cercava ancora la quarta zampa... dopo quattro giorni (!!) CAMMINAVA benissimo, zompettando qua e là per la casa... dopo un mese, sembrava essere tornato quello di qualche anno prima! Aveva recuperato lo sguardo vispo e vivo, riusciva persino a correre come faceva prima che iniziasse questa brutta avventura.
Ad agosto, in campagna, ha rincorso le macchine, seppellito ossa, fatto lunghe passeggiate per i campi... un cane normalissimo, completamente il contrario del cane abbacchiato e vittima di dolori lancinanti (il tumore all'osso è uno dei più dolorosi) di poche settimane prima. Non pensavo proprio avrebbe recuperato così in fretta ma sembra sia normale, i cani non si fanno i problemi degli uomini, non si vergognano di essere "diversi" rispetto agli altri ma, anzi, cercano in tutti i modi di adattarsi alla nuova situazione, riuscendoci perfettamente a quanto pare.
Se m'avessero detto che dopo un mese sarebbe stato così vispo, avrei pensato ad una gigantesca presa in giro! :)
 
 
APE
ApeApe, Vespa e MagentaQuesta è la storia di Ape, gatto a tre zampe (non per sua scelta...), a tre colori e quindi indiscutibilmente femmina. È una storia semplice e triste, ma a lieto fine, di una gatta trovata malridotta in un giardino da una ragazza inglese, portata per caso dai veterinari che hanno in cura le micie di mia mamma e lì mollata con la solita scusa "non posso proprio occuparmene". Fortuna ha voluto che quei veterinari, oltre ad essere dottori, sono anche dei veri amanti degli animali e quindi, invece di sopprimerla, decidono di curarla a spese loro, contando di piazzarla a qualche cliente compassionevole (grazie Mauro, Gianni e Valentina!).
La bestiola
è proprio concia, zampa anteriore destra in cancrena e quindi "o si tagliava la zampa, o moriva il gatto" dice Mauro. Ed allora via la zampa, per una gatta destinata ad essere mancina a vita. La mia mamma la vide a febbraio '98, appena operata, con il collare elisabetta, tremante, con la ferita ben in vista, con poco pelo addosso (...e pieno di forfora!) a causa di una micosi da stress. È proprio bruttarella e, a quanto pare, nessuno la vuole adottare. Difficile per mia madre trattenere le lacrime, difficile anche non impegnarsi per trovarle una casa accogliente...
All'epoca avevo 26 anni e vivevo per i fatti miei da 5. Nella mia famiglia son cresciuto sempre con animali in casa, però ancora non ne avevo avuto uno nel mio piccolo appartamento. Ape e Vespa
Decisi così di prendermi cura della sfortunella, imponendo come unico vincolo la scelta sul nome: Ape. Io, da sempre amante della Vespa Piaggio, non avrei proprio potuto lascirmi sfuggire una simile occasione: una Vespa a tre ruote è un Ape, un gatto a tre zampe... è un Ape pure lei!
L'inizio di quest'avventura non pot
é che essere traumatico... Ape è sempre nascosta, Ape non mangia, Ape non usa lettiera, Ape non vuole camminare. Serate passate di pancia sul pavimento con un braccio sotto il mobile ed il dito zuppo di cibo per farglielo leccare son servite a conquistare la sua fiducia. Ape nel lavandinoApe presto divenne la vera padrona di quel minuscolo appartamento, dovetti persino far costruire una nuova scala per il mio letto a soppalco in modo tale che lei potesse salire senza difficoltà e gioire così insieme della reciproca compagnia notturna.
Ora lei vive in una casa molto pi
ù grande che ha comprato con un mutuo ventennale, niente più letto a soppalco, più stanze per muoversi, un bel balcone pieno di piante dove nascondersi, un divano confortevole, due sorelle (Vespa, una micia nana, e Magenta, una nerina con un canino spezzato) con cui giocare e rincorrersi. Ed io? Io sono il loro inquilino, non mi fanno pagare l'affitto in cambio di acqua, cibo, lettiera pulita ed un corpo caldo su cui stravaccarsi nelle fredde sere invernali.
A, dimenticavo: se faccio tardi spesso vengo rimproverato, se mi assento per qualche giorno, vengo addirittura snobbato. Che vita...
 
SCILLA
ScillaScilla venne portata dal veterinario da una signora, perché investita da una macchina, con uno squarcio sul fianco ed una zampetta spappolata. La zampa dovette essere amputata e dopo l'operazione la signora non la volle riprendere con sé, nonostante avesse pagato tutte le cure. Diceva che la gatta viveva nel condominio (probabilmente in una colonia felina, infatti ha la punta di un orecchio mozzata ed è stata sterilizzata) e non se la sentiva di portarsela a casa perché le faceva "impressione". Il veterinario non se l'è sentita di rimandarla in strada in quelle condizioni e l'ha tenuta per un mese, aspettando che si riprendesse e nel frattempo cercando qualcuno che l'adottasse.
Quando l'ho chiamai per fargli sapere che il giorno prima era morta avvelenata la più piccola delle mie due gatte, mi disse di Scilla...
ScillaMi sembrò un segno del destino, così ne parlai con il mio compagno e decidemmo di portarla a casa.

Si è subito ambientata, ha fatto amicizia con l'altra gatta e con i cani, ora sembra che abbia sempre vissuto con noi. È molto dolce e allegra e sinceramente mi sembra molto soddisfatta della sua nuova vita. A volte fa tenerezza guardarla mentre cerca di aprire una porta o di scavare la sabbietta con la zampetta mancante, ma credo sia un problema tutto nostro, dal momento che alla fine Scilla se la cava alla grande e continua a fare comunque tutto quello che vuole, compreso andare a caccia e saltare da tutte le parti!

 
 
JOHNATHAN
Disegno di JohnathanUn giorno, nel balcone di casa mia, trovai un canarino tutto sanguinante e senza una zampa. Il veterinario mi disse che era molto vecchio (circa 3 anni), che molto probabilmente era scappato da una gabbia e che la zampa era stata staccata da un morso (forse di gatto). Lo tenni con me e lo curai. Quando fu guarito lo volevo mettere in libertà, ma Johnathan (chiamato così in onore del gabbiano) non riusciva a volare... Rimase in casa con me, ma dovetti metterlo in una gabbia, perché il mio gatto Graffio (la cui storia è pubblicata nella pagina "Storie di animali speciali") anche se cieco, riusciva ugualmente ad acchiapparlo! Così gli feci una grande gabbia: una specie di voliera che invece di essere alta, si sviluppava in lunghezza, visto che, non sapendo volare, Johnathan si divertiva a saltellare.
Johnathan (del quale non ho fotografie) visse altri 5 anni; purtroppo nell'ultimo anno gli si sviluppò un tumore nell'unica zampetta e a nulla valsero le mie cure, ma mi resta la consolazione di avergli fatto vivere degli anni sereni accudito ed amato.
 
 
MAVERICK
MaverickTrovai Maverick quando aveva circa 6 settimane, qualcuno lo aveva buttato dentro al mio giardino. Era un cucciolo buono ed intelligente ed imparò tutto molto velocemente. All'età di 5 mesi riuscì a scappare attraverso la recinzione e scomparve. Tornò il giorno dopo, ma la sua zampa posteriore sinistra era stata quasi completamente tagliata, col piede "penzolante" per circa 7 centimetri. Lo portai subito al pronto soccorso veterinario, poiché eravamo fuori dall'orario di apertura dei normali ambulatori e volevano farmi pagare più di $1000 solo per pulire la ferita e bendarla, dicendomi di recarmi dal mio veterinario di fiducia il giorno seguente. Io ero molto angosciata e urlai, pensando che avrei dovuto farlo sopprimere, perché non potevo permettermi queste cifre. Lì finii solo col procurarmi un doloroso colpo, perché Maverick uscì dal pronto soccorso stressato e senza essere stato medicato, così lo lasciai dormire in un lettino in macchina per tutta la notte.

Il giorno dopo andammo dal suo veterinario abituale; il dottore gli diede un'occhiata e disse che la zampa andava amputata. Egli riteneva che Mav si fosse imbattuto in una tagliola ed avesse provato a liberarsi strappandosi la zampa, perché il piede penzolava reciso; apprezzò il mio affetto per lui e mi chiese solo $300. Ero così felice di poter tenere il mio cucciolo!! Venne operato immediatamente ed io tornai a riprenderlo il giorno seguente. Avevo il cuore in pezzi a vederlo in quella gabbia, lui provava ad alzarsi ed io vedevo muovere i muscoli della zampa che non c'era più. Gli avevano tagliato interamente la zampa, ma la parte sinistra dell'osso in alto ed il muscolo intorno sembrava un'imbottitura sulla quale poteva sedersi. Lo aiutai ad alzarsi ed uscimmo per la pipì; aveva davanti un duro periodo per imparare come "accovacciarsi" senza una zampa dietro, ma riusciva a cavarsela già bene.

MaverickQuando tornammo a casa, Mav fu inizialmente depresso, perché non riusciva a correre e saltare molto bene, in quanto la sua unica zampa posteriore non era abituata a fare il lavoro di due. Si stancava dopo essere uscito solo a fare pipì e non si interessava granché al cibo o ai biscottini. Ricordo che una volta lo misi nella sua cuccia e gli diedi un biscotto: lui masticò per un minuto e poi gli cadde a terra. Maverick sospirò e poggio la testa sporgendosi: sapeva che non sarebbe stato capace di saltare giù per riprendere il biscotto e risaltare sopra la cuccia... Era così triste vederlo così! (Naturalmente presi il biscotto da terra e glielo rimisi in bocca!) Tornai a pensare che avrei dovuto sopprimerlo, non potevo stare a guardare quanto fosse triste, quando prima era stato un cucciolo felice, ma mi dissi che avrei dovuto concedergli un po' più tempo: quando la sua zampa posteriore fosse diventata più forte e avesse ripreso a salire nella cuccia da solo, quando la ferita si fosse completamente cicatrizzata, avrei potuto verificare se Mav sarebbe tornato ad essere allegro e felice o no.
Dopo circa un mese cominciò a stare meglio e riprese a correre e giocare con gli altri cani. La foto sopra risale a quel periodo, circa un mese dopo l'operazione, Mav è dietro al bancone con me al lavoro. Veniva sempre al lavoro con me, sin da quando era un cucciolo piccolissimo ed una volta che si sentì meglio lo riportai con me; tutti furono felici di rivederlo ed ora tutti sapevano di me e del mio cane "tripede"!

Ora è passato un anno dall'amputazione e Mav è come ogni altro cane ed io sono molto felice di averlo potuto salvare! Non riesce a fare solo alcune cose: lo devo aiutare a salire in automobile, perché non riesce a saltare così in alto e lo devo grattare nella parte sinistra perché, non avendo la zampa posteriore, non può grattarsi da quella parte: viene da me, appoggia la testa sul mio braccio ruotandola dalla parte sinistra e questo è il suo modo dire che ha bisogno di una grattatina! Qualche volta si sdraia sul lato sinistro e si strofina sul tappeto per grattarsi. Quando andiamo a fare una passeggiata, la gente trova buffo guardarlo fare pipì sopra qualcosa, perché non dovendo alzare la zampa, sembra soltanto appoggiare il corpo da quella parte. Talvolta devo aiutarlo quando si arrampica da qualche parte, ma nella maggior parte dei casi trova il modo di cavarsela da solo! Ha imparato a contare su di me per le situazioni complicate, se non riesce a risolvere da solo: mi chiama abbaiando ed io so che devo andare ad aiutarlo. È là in piedi ed aspetta che lo sollevi (era più facile quando era cucciolo, ora pesa 27 chili! LOL). È dolcissimo e non so che vita sarebbe senza di lui!! Ora è un piccolo grasso cane molto felice, essere "disabile" non significa niente per lui! Mi preoccupo di eventuali problemi all'anca quando diventerà vecchio, perché lui saltella solo su una zampa che quindi viene sottoposta ad un superlavoro, ma ci penseremo quando e se arriverà il problema! Niente può buttarci giù!

Il sito di Maverick http://hometown.aol.com/tripodmutt/main.html (in inglese)

 
 
MUZIONE
MuzioneAbbiamo trovato Mu a settembre del 1999 (o è lui che si è fatto trovare?) in una discarica, viveva in un frigorifero, aveva 5 mesi! Era stata abbandonato insieme ai fratelli, di cui una è stata avvelenata, l'altro impiccato!!!!!!!!!!!!! Questo per dire il clima che regna dalle mie parti.
Mu non aveva e non ha un piede,  il destro. Dopo averlo accarezzato e coccolato per qualche settimana, gli portavo ogni giorno da mangiare. In una notte di tempesta  e di vento  sono andata a cercarlo, ma non c'era! Dopo un certo smarrimento e con il cuore in gola, l'ho cercato per il paese, piccolo, in cui vivo. All'indomani ho chiesto notizie e, per fortuna, un signore mi ha detto che era dietro casa sua. Infatti era proprio lì. L'ho coccolato e poi..... ho deciso.... sono tornata a casa, ho preso la macchina e l'ho caricato!!!! Era NOSTRO!!!!!
Muzione e PaolinoLe domande erano tante, eravamo in affitto, in un appartamentino al piano terra.... circondati da persone non proprio amiche degli animali. Ma niente, abbiamo resistito a tutte le critiche, anche a chi vedendolo diceva che dovevamo sopprimerlo. Siccome vicino casa abitava una bambina down, era proprio sua madre che ci suggeriva l'eliminazione, io pensavo sempre a lei e all'amore che tutti gli esseri possono darci. Non sognerei mai di privarmi dell'affetto di un mio caro, autenticamente caro, solo perché non risponde a canoni estetici e salutari adeguati, perfetti.
Mu ha trascorso un'infanzia mangiona, i suoi papponi mega sono ancora oggetto dei nostri discorsi, felice, si appartava da solo e giocava con tutto quello che trovava!!! Ci ha riportato bottiglie vuote, ma il massimo accadeva quando trovava le farfalline!!!!
Muzione e Paolino giocano sulla neveCominciava a saltare intorno e a fare versetti amabilissimi e le...smembrava, guardandole meravigliato ed esterrefatto perché non si agitavano più. Allora guardava me o mio marito che lo rimproveramo, bonariamente, dicendogli: "ma le farfalline devono vivere!!" Ma lui non ha mai recepito, ancor oggi, il nostro ammonimento.
Muzione e TexGioca ancora, adesso ha tanto spazio e vive nella casa che nel frattempo abbiamo ristrutturato, ormai dall'estate 2000. Si è subito ambientato e trascorre molto tempo... sul balcone. Ora è grande, bianco, non più così mangione, ma sempre goloso di cose buone... Suo compagno inseparabile è Paolino (nelle due foto di destra) che Mu ha visto nascere. Sin da allora l'ha coccolato e gli ha permesso di tutto. Correva per casa con Paolino appeso al suo orecchio, lo faceva sedere sul suo muso enorme... Tutt'ora lo adora e Paolino ricambia: la mattina...quando Paolino scende dal nostro letto va diretto alla cuccia del MU... lo bacia e poi esce!!! Paolino è molto simpatico ai vicini, i quali spesso gli lasciano degli ossi. Ebbene, quelli più grandi, cotti, li riporta al Muzione, la sua vera autentica mamma!!!! Vivono in simbiosi, non si lasciano mai. Quando escono insieme, al guinzaglio, è un vero spettacolo: si divertono da morire!! Siccome Paolino soffre la macchina, quando portiamo Mu dal veterinario, mia cognata ci racconta che Paolino è inquieto, agitato, fa spola tra le nostre case, in attesa... quando poi rivede il MU scoppia di gioia!!!!! Altro compagno di Mu è Tex (col quale "canta" nella foto a sinistra) e 4 gatti (Tomma ha una storia tutta sua nell'altra pagina!), ma il suo rapporto con Paolino è l'unico così speciale.
 
 
LOLITA
LolitaGuardo con tristezza la sua zampa anteriore amputata. È terribile, sembra tagliata di netto con le forbici... non mi sembra neanche possibile eppure non c'è. Sta seduta fiera reggendosi con l'altra, bellissima, screziata di bianco e mi guarda. Cerco nei suoi occhi dolcissimi e tristi una risposta a questo mio ostinato voler sapere.
Continuo a chiederle: «Che cosa ti hanno fatto? Chi è quel mostro che ha avuto il coraggio di abbandonarti?» Non lo saprò mai e lei non potrà mai rispondermi e raccontarmi quanta sofferenza e quanta paura conserva nel suo giovane cuore. Ma, in fondo poco importa. Ora è qui con noi; al sicuro, per sempre.
Forse potrà dimenticare la sua sofferenza, spero, ma sovente in sogno si lamenta e piange come un bambino. Ripetuti singhiozzi che fanno sobbalzare quel corpicino color miele, caldo e pelosetto. Anche le sue lunghe orecchie vibrano ma la coda rimane stretta tra le zampine posteriori.
Rivedrà la tagliola che le ha inferto tanto dolore? (forse è questo che è accaduto). O peggio, rivivrà i momenti di terribile angoscia nella solitudine dell'abbandono? Allora la stringo più forte a me per darle tutto l'amore che non ha ancora avuto.
E pensare che quel giorno al canile, mio marito non si voleva neanche fermare. Eravamo passati per lasciare alcuni sacchi di pane e crocchette, ma dopo le mie insistenze, come avevamo già fatto altre volte ed essendo in compagnia del nostro inseparabile Ariosto, abbiamo chiesto di portare a passeggio una femmina in modo che non litigassero.
Lolita«Prendete quella - ci hanno detto, indicandoci un musetto che faceva capolino da un recinto poco più in là - deve ancora uscire». Ed è stato amore a prima vista. Solo un attimo dopo ci siamo accorti della sua zampina a metà. «Non possiamo proprio lasciarla qui» mi ha detto mio marito, sapendo che io non aspettavo altro. Sovente avevo espresso il desiderio di adottare una cagnolina al canile. Sarebbe stata una compagna per Ariosto e avrei reso felice almeno uno dei tanti, tristissimi ospiti che, speranzosi, si affacciano da quelle sbarre.
Ora, nel nostro piccolo appartamento siamo in quattro. Certo, questo comporta qualche sacrificio, talvolta qualche piccolo problema logistico, molti peli sui tappeti, l'aspirapolvere sempre a portata di mano. Ma, quando la sera siamo tutti in casa, sdraiati sul divano e Ariosto russa tranquillo, arrotolato sulla poltrona con Lolita accucciata a fianco, l'atmosfera è così bella, rilassante e piena d'amore che non potremmo più farne a meno.
 
 
RYLEIGH JAMES
Ryleigh JamesRyleigh James è una American Bulldog di 43 chili. L'ho trovata tre anni fa, sul lato di una strada di campagna vicino alla mia casa a Chester, SC USA. Era lì seduta ed aspettava; io immaginai che stesse aspettando il suo padrone che l'aveva forse abbandonata o che forse era morto. Non aveva un pelo addosso! L'ho inzuppata con una speciale formula per 8 - 10 settimane o più. Allora pesava 22 chili. Poi il veterinario locale mi disse che se volevo tornasse ad avere un aspetto di cane, dovevo spendere un bel po' di soldi. Io non sono ricca, ma non mi importava, purché Ryleigh tornasse a star bene. E così fu.
Un pomeriggio di Gennaio scomparve e finalmente, intorno alla mezzanotte, tornò a casa zoppicando. Al mattino seguente eravamo dal veterinario. Ci disse che aveva sicuramente avuto un incidente con un macchina e la zampa era rimasta paralizzata. Ci disse anche che trascinare a lungo quella zampa l'avrebbe portata a varie infezioni, quindi bisognava amputarla. Io pensai che non fosse una buona idea e presi tempo per decidere. Dopo qualche mese notai un gonfiore sul gomito: era una brutta infezione ed andava rapidamente peggio! Così venne il momento di decidere per l'amputazione. A parte un iniziale problema causato da una piccola infezione localizzata vicino al collo, venuta in seguito all'operazione, ora sta bene ed ha ripreso la vita di sempre!
 
 
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