| Se anche tu hai un animale "speciale", raccontaci la sua storia, inviandola insieme a qualche foto a info@oscardog.it |
| LILLO |
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| GOLDY |
Infatti la mia
Goldy purtroppo si trovava in un canile un po'
malridotto, gestito da soli volontari, quindi senza fondi
da non potersi neanche permettere l'appoggio di un
veterinario, possiede solo l'esperienza se possiamo
chiamarla così, di un ragazzo che studia all'università
per laurearsi in veterinaria. Infatti Goldy, dopo essere
stata abbandonata all'età di soli 5 mesi, è arrivata in
canile sana, camminava insomma! Non si è mai capito
come, ma in seguito a delle errate vaccinazioni Goldy si
ammalò di cimurro; questa malattia non curata la portò
poi alla paralisi. La portammo via subito, la
prima sosta in una tolettatura per il bagnetto poi a
casa, dove ad aspettarla c'erano Tiko e Pegghi.
All'inizio fu una catastrofe. Lei era spaventata e
abbaiava sempre, loro contenti e curiosi, ma nel giro di
poche ore tutto si quietò. Dopo l'intervento è rimasta
una settimana in clinica per la riabilitazione e poi è
tornata a casa. Il suo carrellino K9 la aspettava per
l'uso e posso assicurarvi che fu un successone, correva e
trotterellava come una matta; era un piacere grandissimo
per noi guardarla correre con Tiko e Pegghi che l'hanno
accudita sin dal primo giorno che è arrivata in famiglia!! |
| FORREST GUMP |
| FLY |
Fly oggi ha 4 anni, l'abbiamo adottata il 30 dicembre del 99 e da allora non ci siamo mai lasciati. Fly è nata "sana" ovvero camminava con tutte e 4 le zampine ma una domenica mattina di due anni fa ci siamo accorti che trascinava una zampina, con il passare delle ore anche l'altra. E' stata operata il giorno dopo a Castellanza (MI) dal prof. Ferretti che ci ci aveva dato il 50% di possibilità che si riprendesse ma noi ci abbiamo sperato fino all'ultimo e poi l'alternativa era sopprimerla... Fly ha fatto tanta riabilitazione presso la clinica veterinaria di Via Dei Crollalanza a Milano, ma non è servita a molto perché non ha più riacquistato l'uso delle zampe posteriori. Fly è rimasta paralizzata a causa di un'anomalia nel midollo spinale di tre vertebre (scusate la poca chiarezza ma non essendo del mestiere non riesco ad essere più chiara di così). Oggi la nostra "Fificchia" conduce una vita normalissima grazie al carrellino che mio padre e Giuseppe hanno costruito, è vispa, saltella su due zampette e non si è mai persa d'animo....avessi io la forza vitale che ha lei!!! Spero che dalle foto si possa capire che peperino è la mia piccola! Se
qualcuno avesse bisogno di aiuto e consigli può
tranquillamente contattarci all'e-mail giuseppe.zazzara@tin.it. |
| BARONE |
L'indomani riusciamo a rintracciare il dott. Vezzoni al telefono (lui sta a Cremona e noi a Verona). Siamo suoi clienti "affezionati", il fratello di Barone, Golia, ha subito due interventi alle anche, sua sorella, Noce, era data per irrecuperabile dopo essersi "stortata" la colonna vertebrale e lui l'ha rimessa in piedi solo curandola. Beh, il lunedi mattina partenza per Cremona, nel pomeriggio si torna con Barone ricucito sulla schiena... non c'erano altre soluzioni purtroppo. Ora Barone è irrefrenabile! È come se fosse tornato cucciolo (ha dieci anni) e volesse esplorare tutto il mondo! Sta imparando presto anche a convivere con il carrello e le sue relative dimensioni. Per chiunque abbia bisogno di consigli o aiuto il mio indirizzo è mnndnl@yahoo.it. |
| JACK |
Tra gli innumerevoli disturbi
che possono, purtroppo, affliggere il nostro cane, non da
poco sono quelli che vanno ad interessare l'occhio e le
sue funzioni . Uno di questi, tutt'altro che
trascurabile, è il GLAUCOMA!Per conoscere cosa sia esattamente ed i possibili rimedi leggete la pagina http://www.gecoland.it/riflex5.htm Ciò che vorrei dire in questa sede è che il Glaucoma può portare alla perdita della vista, ma come se ciò non bastasse, non è una malattia che si arresti con questo terribile epilogo! Già, perché l'ipertensione non si arresta una volta che l'occhio sia ormai completamente compromesso, bensì permane perennemente, con fasi "ondulatorie", ma permane! Questo comporta ulteriori problemi, in quanto un cane che non ci vede più è facilmente vittima di piccoli "traumi" oculari che sono assai pericolosi! Dobbiamo considerare che un semplice rametto o un colpetto, apparentemente insignificante per un cane sano, sono una sciagura per un cane malato di glaucoma!! E possono arrecare danni e sofferenze enormi. Ad
oggi sono quasi due anni che il nostro Jack è stato
colpito da questa inaspettata sciagura e, per fortuna,
siamo riusciti ad evitargli almeno i traumi fisici... ma
viviamo costantemente in allerta, sperando in un pò di
fortuna... Perchè mi prendo la briga di scrivere tutto
ciò? È molto
semplice: perché in tanti casi una diagnosi immediata può
mettere uno specialista in grado di poter operare per una
cura appropriata che possa salvare il nostro amico e noi
da tutto ciò. O quantomeno rallentare considerevolmente
il decorso della malattia... Vorrei concludere affermando che anche un cane cieco può continuare a vivere felicemente con la sua famiglia e con chi gli vuole bene. Ora che il suo stato si è "normalizzato" posso giurarvi che gli unici a soffrire siamo noi, in quanto umani e soggetti a mille riflessioni e stati d'animo... per quel che riguarda lui, sono felice che, nella sua disgrazia sia ancora qui con noi, sostanzialmente come prima! |
| LEO |
Abbiamo
trovato Leo il 2 Agosto del 1991, i miei genitori stavano
facendo una passeggiata serale non distante da casa ed
hanno visto un gattino tutto accucciato in un angolo:
aveva circa due mesi di vita ed era in uno stato tale di
denutrizione che, sebbene avesse il pelo piuttosto folto,
era possibile vedere costole, attaccatura dellanca,
del ginocchio e così via.Il giorno dopo lo portammo dal veterinario il quale ci disse che, oltre a varie problematiche virali, versava in un grave stato di denutrizione e correva il rischio di non aver più la capacità di assimilare il cibo; ci disse comunque che se nellarco di un giorno o due non fossero insorte complicazioni, il micio ce lavrebbe fatta. Leo
si riprese nel giro di pochissimo tempo, aveva una fame
da LEOne, mangiava ogni due ore (come prescritto dal
veterinario) ed iniziò a crescere molto rapidamente al
punto da diventare in breve tempo una volta e mezzo i
suoi coetanei. Mangiava, prendeva il sole nel nostro
piccolo giardino, si buttava tra i cespugli, dormiva
nelle aiuole ed andava fuori a giocare con i suoi
amichetti randagini, ma lattenzione per il cibo gli
era rimasta e non tardava mai, nonostante tutti i suoi
impegni. Sembrava avere un orologio nella
pancia!A quellepoca mio padre rientrava alle 14 dal lavoro e Leo si faceva sempre trovare pronto davanti al suo piattino. Un maledetto giorno di novembre mio padre rientra e Leo non cè. Lo inizia a cercare finché lo trova privo di sensi sdraiato nel giardino di una casa vicina. Non abbiamo mai saputo con certezza cosa gli sia successo, si può supporre una macchina, ma non si può affermare con sicurezza. Portato subito dal veterinario più vicino, Leo non aveva quasi più polso né temperatura; per salvarlo gli hanno immediatamente praticato uniniezione al cuore. Il
piccolo supera la notte, ma non si muove; lo portiamo con
mille precauzioni per il trasporto dal nostro veterinario
a Bologna il quale, dopo aver fatto delle radiografie, ci
conferma un ematoma alla spina dorsale. Lo portiamo a
casa ancora completamente paralizzato ed aspettiamo,
praticandogli iniezioni che dovevano stimolare la ripresa
del sistema nervoso, curandolo affinché si riassorba lematoma
e ritorni ad essere il monello che era diventato
Il tempo passa, passano i giorni e delle sette vite che i gatti hanno, Leo se n'è già giocate probabilmente quattro o cinque, ma ci dimostra che ne ha ancora qualcuna da spendere! Una notte sento dei rumori, accendo la luce e vedo Leo che, tutto intontito, arriva in camera mia per venire a letto con me (dormivamo sempre insieme quando era piccolo). Arriva sì, ma su due zampe: quelle davanti. Lematoma era riassorbito, ma la spina dorsale era rotta, interrompendo il passaggio del midollo. Leo sarebbe rimasto paralizzato da metà schiena in giù! Atterriti dalla notizia, chiediamo aiuto al nostro veterinario il quale contatta un neurochirurgo specializzato in questi traumi, ma la frattura è in un punto inoperabile. Sembra la fine, Leo nel frattempo si è ripreso, sta molto meglio, gioca, mangia, dorme, prende tutte le coccole della famiglia e fa le fusa cammina anche .ma a modo suo. Dallincidente è trascorso ormai più di un mese e noi ci troviamo davanti ad una scelta: cosa facciamo? A questo punto devo ringraziare il mio veterinario Dott. Donati perché in questa storia è stato determinante e non riuscirò mai trovare le parole per descrivergli la mia gratitudine e quella dei miei genitori! È stato lui in quel momento a darci il coraggio di affrontare questa situazione. Il Dottore ci assicura che Leo non si chiederà mai perché prima saltava ed ora non ci riesce più, lunico pensiero di Leo sarà di trovare un sistema per ottenere ciò che vuole! Ci spiega che una delle straordinarie doti dei gatti è la capacità di adattarsi al meglio alle situazioni. Mi ricorderò sempre le sue parole: "Se volete sopprimerlo io lo sopprimo, ma ricordatevi che il problema è vostro e non suo!". Al che ci guardiamo tutti negli occhi e nessuno di noi fiata; il Dott. Donati ci spiega che gli dobbiamo far fare i bisogni come fanno le mamme con i cuccioli piccolissimi: premendo sulla vescica per la pipì e facendo scorrere le feci dal canale fecale per la popò. Prendiamo il nostro gatto e ce lo riportiamo a casa. A
volte Leo perde un po di pipì, così compriamo i
pannolini da neonato, gli facciamo il buco per la coda e
diamo inizio alla saga del bagnetto e cambio pannolini
due volte al giorno che è durata più di 11 anni!!
Abbiamo iniziato a convivere con quest'impegno che negli
anni non è mai stato di peso a nessuno, soprattutto mio
padre era bravissimo e velocissimo sembrava, da solo, una
catena di montaggio!Gli avevamo fatto costruire un carrellino, ma ormai lui era rapidamente diventato così forte e veloce con quelle due zampotte che il carrellino in curva non teneva la sua velocità e lui in derapata cappottava!!! Ad un certo punto ci ha fatto capire che il carrellino poteva anche finire in garage a prendere la polvere, che era meglio, lui se la cavava benissimo anche senza!! Aveva a disposizione tutta la casa: letti, divani, cuscini in terra, pedane ed in più il suo giardino, il suo alberello, i suoi cespugli e la sua aiuola. Tra laltro, non curante del suo stato, si lanciava giù dai tre gradini che separano la casa dal giardino senza neppure pensarci! Dormiva sul letto e quando era stanco si buttava anche da lì, senza batter ciglio! Quando voleva salire sul divano o sul letto ti veniva a chiamare, si portava davanti al punto in cui voleva salire e si metteva in posizione da salto, noi gli alzavamo il sedere e lui con un balzo arrivava dove voleva.
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| FRAGOLA |
Fragola
è arrivata ad agosto del 2002, mi ero appena sposata
quando, al ritorno da mia madre, mio marito Enzo, aprendo
la porta, mi fa : "Amo abbiamo unaltra
gatta". E tre!!!!Solo che questa era una micro gatta. Aveva più o meno 15 giorni, ce laveva riportata Paolino, uno dei mie tre cani, presente nella storia di Muzio nella pagina delle "Storie di tripedi". Fragola graffiava e apriva la bocca per mordere, sporca, senza peli, pazzesco. Sapevo già che non le avrei dovuto dare il latte, unamica si è procurata la ricetta dal veterinario per un latte simile a quello della madre. Non sapevo che per i bisogni bisognava massaggiarle le zone intime. Che disastro una puzza di neonato
investiva casa appena entrati. Con tre cani poi
Comunque dopo un po di giorni labbiamo svezzata e trasportata dal veterinario che le ha fatto dei clisterini con il filo della flebo, praticamente non faceva la cacca. Abbiamo continuato a casa, era praticamente impossibile ritrovarle ..per quanto era piccola. La pulivamo con tutto loccorrente per neonati. Abbiamo subito capito che non avrebbe camminato, nel trauma del trasporto Paolino le aveva reciso un nervo della colonna vertebrale, zona terminale. Aveva la sensibilità, muoveva la coda ma non aveva la motilità agli arti inferiori. Le
abbiamo fatto un po di fisioterapia, ci siamo
procurati un dossier per gli ausili per disabili. Ma nel
frattempo: diarrea, tenia, decubito, tutti dovuti al suo
stato.È stata dura, si era pensato ad un certo punto, quando faceva la cacca ogni volta che la poggiavamo per terra, di farle leutanasia ma la dottoressa, meravigliosa, dello studio veterinario dove ci rechiamo ad Ortona, ci ha sempre incoraggiati a lottare. Ora è grandicella, circa 3 chili, indossa i pampers da neonato (0-5 chili) mangia solo crocchette Hills intestinal formula o Royal canin, per gatti, è stata vaccinata non appena ha raggiunto la grandezza sufficiente ci... identifica con la sua mamma, ci lecca, ci abbraccia e ci..struscia... la chiamiamo "strusci-stra" È adorabile!!!!! È la nostra "pripri", perché quando ha sentito il calore faceva "prprprrrr" vicino al muro, al termosifone, alla sedia Va daccordissimo con Gigia che la lecca e con Tomma (della quale è riportata la storia più sotto), con cui gioca sempre insieme. |
| GRAFFIO |
Graffio
era uno splendido gattone europeo tigrato grigio
superpeloso e coccolone. Lo trovai una notte in mezzo
alla strada, era un piccolissmo mostriciattolo
spelacchiato... Perché mostriciattolo? Ero in auto con
mio fratello quando per strada vidi questo "coso"
che si lamentava, quando mi avvicinai mi venne un colpo:
ero convinta che l'avessero investito, infatti aveva la
testa girata al contrario!! Lo raccolsi e lo portai
subito dal veterinario. Quel
"coso" si rivelò un gatto nato prematuro, non
gli si erano sviluppati gli occhi e gli organi
dell'udito e quindi era cieco e sordo; la testa al
contrario, mi disse il veterinario, era frutto di un
parto troppo numeroso e quindi il piccolo nella pancia
della mamma aveva la testa girata... È raro ma può
capitare!! Il veterinario si meravigliò del fatto che
fosse svezzato, mi disse che la percentuale di
sopravvivenza per un gatto così era praticamente zero:
le madri li uccidono o li fanno morire di fame. Ma lui era vivo, svezzato e soprattutto
era illeso, nonostante fosse in mezzo ad una strada!! Ero convinta: il destino di quel gatto era vivere! Lo presi con me e gli dedicai un anno di cura: il povero "cosino" stette un anno col gesso intorno al collo che finalmente si raddrizzò (anche se non del tutto). Purtroppo, però, l'ingessatura gli procurò un leggero rialzo dei nervi della zampa anteriore destra e così prese a zoppicare un pochino... Non c'è che dire: non vedo, non sento e zoppico! Oltretutto aveva anche delle piccole
malformazioni agli organi genitali... Ciononostante Graffio crebbe davvero bene e divenne un gattone dolcissimo, si abituò così bene alla casa che correva, saltava su per i mobili tanto che nessuno dei miei amici si accorgeva che fosse cieco e sordo fino a quando non glielo rivelavo io. Aveva un olfatto sviluppatissimo che gli consentiva di riconoscere luoghi e persone. Era un gattone affettuosissimo. A dispetto delle sue condizioni Graffio è vissuto ben 10 anni, diventando paccioccone e pigro come tutti i gatti vecchi. È morto di vecchiaia nel 1998. Nonostante adesso abbia altri 3 gatti, non credo che riuscirò mai a provare quell'amore che provavo per lui, era un gattone davvero speciale, che sapeva donarti gioia e forza e, soprattutto, tanto, tanto amore. |
| BUBBA |
Dopo
quasi cinque mesi di matrimonio, Fabio ed io ci recammo
presso la casa di una famiglia che aveva messo uninserzione
su un giornale, per laffido di sei gattini di 40
giorni. I gattini rimasti erano quattro, due dei quali già
prenotati, rimanevano uno bianco/rosso e uno, il più
piccolo, tutto nero, al quale andarono subito le
attenzioni di Fabio
Lo chiamammo Bubba (come Buba,
lamico di colore di Forrest Gump). Era stupendo avere tra i piedi quellesserino, non ci stancavamo mai di guardarlo mangiare, dormire, giocare e sbattere la testa contro ogni cosa che gli appariva davanti allimprovviso, per non parlare delle traverse delle sedie, che le prendeva tutte a testate quando giocando, correva sotto il tavolo della sala. A questo punto alla prima visita medica per la vaccinazione è stato normale chiedere al veterinario se era una cosa normale che il nostro gattino chiudesse a testate le porte e via dicendo. Un controllo
approfondito degli occhi e la sentenza arrivò subito:
cataratta congenita ad entrambi gli occhi, le sue pupille
si presentavano grigie al posto di nere, gli occhi
sarebbero rimasti piccoli e strabici, il micetto
distingueva solo la luce dal buio e nientaltro, con
il passare degli anni, la cosa di sicuro sarebbe
peggiorata. Andando a casa parlammo della cosa e ci
trovammo abbastanza sconvolti dalla notizia: il nostro
Bubba non era normale era, come dico io,
difettato. Ma sono bastate poche ore per
renderci conto, invece, di quanto fossimo stati fortunati
e felici. E se non fossimo andati noi a sceglierlo e lo
avesse preso unaltra persona, che sapute le sue
condizioni lo avesse abbandonato, o peggio soppresso, per
non avere problemi? E se non lo avesse voluto nessuno? Da quel
momento gli abbiamo voluto molto più bene di prima e da
lì è iniziata la nostra vita insieme che continuerà
fino alla morte di uno di noi.È un gatto speciale, non lo diciamo solo noi, ma anche chi lo conosce. I sensi rimasti sono molto più sviluppati, annusa tantissimo tutto, anche le persone che non conosce. Se lospite siede sul divano è spacciato, perché Bubba parte dai piedi, passa dalle gambe alle mani e salendo sulla spalliera del divano arriva ad annusare il volto, i capelli e, se ci sono, pure i baffi! Quando entra in casa unoggetto nuovo, (un sacchetto, una scatola, un mobile) il rituale prevede due o tre giri intorno, quatto quatto, annusata da lontano e poi da vicino, toccata ed infine se ci si può entrare, una visitina allinterno. Adora mangiare i petali dei fiori e leccare le fotografie. Quando entriamo dalla porta di casa, se non è ancora lì ad attenderci, arriva di corsa e non ci molla più, cè il rituale del saluto, con presa in braccio di lui, fusa, baci reciproci, grattatina al naso con il pizzetto di Fabio o amorevoli morsichini al mio mento (non avendo io il pizzetto!!) e ancora baci e tante coccole. È dolcissimo
e si è dimostrato socievole anche con altri gatti che
sono passati in casa nostra.Chi non lo conosce e lo vede saltare agile su e giù dai divani, correre per casa o dare la caccia alle mosche non immaginerebbe mai che non ci vede, infatti quando poi lo guardano bene e vedono questi due occhietti piccoli e guerci ci chiedono sempre cosa ha... Le difficoltà di avere un gatto non vedente? Nessuna, solo qualche attenzione. Non è bene spostare i mobili ed è preferibile una casa senza giardino. In fin dei conti lui non vede, ma percepisce la presenza delle cose e delle persone ed ha bisogno di più tempo per abituarsi alle novità. Ormai ci capiamo al volo: Bubba adora stare fuori e si fa capire benissimo quando vuole uscire sul balcone, oppure ci capiamo quando ha fame, quando vuole le coccole, o quando vuole giocare Ora il progetto famigliare prevede ad agosto la nascita del nostro primo figlio, nei prossimi anni un cambio di casa, ed unulteriore ingrandimento della famiglia con larrivo di un cane |
| LALLA |
Lo scorso 29 maggio Lalla scappa di casa
e finisce sotto un automobile, da quel momento non si è
più alzata su tutte e 4 le zampe.Viene portata d'urgenza
da un veterinario in zona (che pero si fa attendere per
più di due ore prima di visitarla) questi le fa delle
radiografie e ci consiglia di portarla a casa per poi
tornare dopo 2 giorni da lui per vedere se è possibile
operarla. Non fidandomi di questo veterinario che non si
era preoccupato nemmeno di medicare le lacerazioni che
Lalla aveva riportato su tutto il corpo in seguito
all'incedente, il giorno successivo, dopo aver
reperito il nome di un buon veterinario tramite un membro
di un'associazione animalista, ci rechiamo alla clinica
veterinaria dell'universita Federico II di Napoli.Sto per descrivere uno dei momenti più dolorosi della mia vita e non so se questo significhi che ho sofferto poco nella vita o che voglio troppo bene a Lalla... L'"esimio" professore le tocca la colonna vertebrale, le fa la prova di sensibilità pinzando le unghie, dopodiché mi dice che non c'è niente da fare, che non avrebbe più camminato e che non avrebbe nemmeno potuto controllare la vescica, insomma non avrebbe riacquistato nessun tipo di sensibilità in tutta la zona posteriore. A
quel punto gli chiedo di accertarsi meglio della
situazione facendo delle radiografie, fatte le quali mi
dice che una vertebra si è completamente spostata
causando l'interruzione del midollo spinale. Quindi mi è stato consigliato di farla sopprimere! Ora, io sono daccordo con l'eutanasia, quando continuare a vivere non è altro che continuare a soffrire, ma che io sappia non è mai stato consigliato niente del genere ad un umano... o mi sbaglio? Dopo questa "serissima" visita, durata si e no 5 minuti, ce ne torniamo a casa col cuore spaccato. I primi giorni sono stati durissimi perché Lalla è sempre stata una cagnetta iperattiva, era uno spettacolo guardarla correre per ore sulla spiaggia, tuffarsi dagli scogli e nuotare per andare a prendere il bastoncino. Sia io che Francesco, il mio compagno, che Ibù, il compagno di Lalla, eravamo distrutti. I primi tempi abbiamo sperimentato vari metodi per permetterle di spostarsi, ma lei era molto giù e non sembrava particolarmente interessata, abbiamo però risolto il problema dell'incontinenza con un vasino: basta metterla seduta ogni 3 o 4 ore e fare pressione sul suo pancino e il problema non c'è più! Dopo vari
tentativi, Francesco ha realizzato una spendida
carrozzina che le permette di spostarsi molto bene e di
correre anche più veloce di prima. Lalla è stata triste
solo per una settimana dopodiché ha ricominciato a
giocare con Ibù, che l'adora e a fare passeggiate!
Ha fatto tornare il sorriso anche a noi.Poi quest'estate abbiamo deciso di andare in vacanza, così con 2 carissimi amici e 5 cani (Lalla, Ibù e 3 cuccioli) siamo partiti alla volta del Molise, abbiamo passato una settimana in un campeggio immerso nella natura dove Lalla poteva girare tranquillamente con la sua carrozzella e correre nei prati inseguendo la palla; poi siamo scesi lungo la costa Pugliese fermandoci sulle spiagge più tranquille: Lalla ha ricominciato a nuotare e da allora le cose sono cambiate... Tornati
a casa abbiamo notato che le zampe posteriori avevano
riacquistato tono muscolare e che man mano che il tempo
passava cambiava qualcosa: ogni tanto muoveva le
zampette posteriori, ma abbiamo lasciato le cose come
stavano senza andare da altri veterinari. Senonché un
giorno Lalla si è ferita alla zampetta posteriore
sx e l'abbiamo portata da una veterinaria vicino la
nostra casa. Quando le è stata medicata la ferita
Lalla ha ritratto la zampa come se fosse in grado di
sentire il dolore, a questo punto la dottoressa mi ha
chiesto se alla clinica universitaria mi avessero detto
che per accertare l'entità del danno avrei potuto
sottoporla ad una mielografia e quindi i medici
avrebbero deciso se rimetterle la vertebra in sede o
meno... ma naturalmente queste cose non mi erano
state dette! Così mi ha consigliato
di portarla a nuotare molto spesso e chissà che
madre natura (tanto piu insita negli animali che
nell'uomo) non faccia il suo bel miracolo... Ho raccontato la nostra storia non per far passare un brutto quarto d'ora ai veterinari che non hanno fatto tutto quel che dovevano, ma per ricordare che un cane non è una sedia, che quando gli si rompe una zampa si butta via, ma è un anima insostituibile per le persone che gli sono vicine e per quanti cani e gatti io abbia avuto nella mia vita nessuno di loro ha sostituito un'altro venuto prima, ma ognuno di loro occupa un posto ben preciso nel mio cuore. Spero che la nostra storia possa servire a chi si dovesse trovare nelle nostre stesse condizioni e la mia mail è disponibile per chi volesse suggerimenti su come aiutare un amico a 4 zampe a vivere a 2 zampe e 2 ruote... (noemi_74@libero.it) |
| TOMMA |
A luglio mi sono recata da mia madre che
ha una casetta con dietro della campagna. Siccome lei è
un po' pigra, di solito, quando vado le do una mano nello
sbrigare le faccende di casa. Dovevo
lavare per terra e mi sono recata dietro la casa per
prendere acqua ed attrezzatura necessarie; mentre uscivo
ho sentito mamma che mi raccomandava di vedere bene cosa
fosse quel "rumore" che lei sentiva da qualche
giorno. Il rumore, era il miagolio di una
gattina, sepolta sotto dei ceppi, con il faccino
completamente ricoperto di calce, sporcizia, pus. Al
posto del faccino aveva una calotta!!!!! Be',
c'è voluto coraggio, l'ho districata da quel groviglio e
l'ho presa; lei piangeva, graffiava e faceva fusa, l'ho
messa sul ripiano del lavandino ed ho chiamato mia madre,
che, subito mi ha detto: "ma cosa hai trovato???"
Tomma è stata visitata da uno dei massimi esperti di oculistica animale, a Roma, la cornea si è solidificata e fusa con la parte anteriore degli occhi.... ed io che pensavo di farle fare un intervento pseudo miracoloso, invece... vede solo o meglio intravede solo un po' di luce. Sale le scale a chiocciola di casa nostra ma non le sa scendere, per quello chiama noi!!! È cresciuta tanto, è bellissima ed ha gli occhi vitrei... ma non due cuciture.... e........ soprattutto... vive! |
| EKTOR e SNOWWHITE |
La prima volta che ho visto la foto di
un cane (bassotto) sul carrellino mi sono balzati subito
alla mente termini come "forzatura", "accanimento
terapeutico"... e soprattutto "egoismo".
Era questa la parola che mi si affacciava più
prepotentemente. Ma poverino! Sicuramente lui NON vorrebbe vivere una vita in cui non può più essere un "vero" cane, ma solo un surrogato tenuto lì con lo stesso spirito (per me) malsano e malato con cui altri fanno imbalsamare il loro beniamino scomparso. Egoismo e illusione. Voglia di continuare a "possedere" qualcosa che non c'è più...o qualcosa che, se potesse parlare, sicuramente "chiederebbe" di potersene andare. L'ho pensato per anni. Ne sono stata profondamente ed "eticamente" convinta, finché nel giro di due mesi due dei miei cani, praticamente uno dietro l'altro, non sono stati colpiti da paralisi. Il primo, il pastore tedesco Ektor, aveva un'ernia del disco, non riconosciuta e non operata in tempo. Lo portai da tre veterinari diversi, non volendomi arrendere alla prognosi infausta del primo ("non resta che l'eutanasia"). Ektor ("Ettore" per noi) aveva solo sette anni... Così, dopo il responso di due veterinari locali, non mi arresi e lo portai a Milano, dal megaprofessoroneluminaregalattico che probabilmente era - a quei tempi - uno dei massimi esperti europei per quel tipo di patologia. Quando anche lui allargò tristemente le braccia, non mi restò che chinare il capo. Ektor non uscì vivo da quell'ambulatorio. Okay, si dice sempre: la vita continua. Mi aiutò anche il fatto che Snowwhite, la capostipite del mio allevamento di siberian husky, stava per partorire. Nacquero i cuccioli, bellissimi come sempre, sanissimi e buffissimi: ma quando avevano appena una settimana, la Snow cominciò a manifestare strani tremori sul posteriore. Terrorizzata, volai direttamente dal megaprofessoroneluminaregalattico: dritta come un fuso, senza passare per il "Via". Ero così convinta che anche lei avesse l'ernia del disco, che rimasi di stucco quando non se ne trovò alcuna traccia. Intanto, giorno dopo giorno, anche Snowwhite cominciava a perdere sensibilità agli arti posteriori. Un incubo. Diventai io la mamma dei suoi cuccioli (biberon ogni due ore, giorno e notte), mentre lei passava da un ambulatorio all'altro, da una clinica all'altra. Dopo due eterne settimane arrivò la diagnosi: mielopatia degenerativa di origine sconosciuta, forse (forse) virale. Prognosi: sicura paresi di tutto il treno posteriore, probabile avanzamento progressivo verso la tetraparesi. Suggerimento, ancora una volta: eutanasia. E io, egoismo o non egoismo, stavolta gridai: NO! Anche lei no, dannazione. Era troppo, non era giusto, non potevo reggerlo. Mi riportai a casa una cagna apatica, infelice, tristissima, che non capiva cosa le stava succedendo e che, ne ero certa, voleva solo morire. E invece, chiedendole scusa per quello che le stavo facendo e dandomi mille volte della lurida egoista, presi mio marito e lo "obbligai" letteralmente a trasformare l'ex carrozzella di mio figlio in un carrellino per cane disabile. Dopodiché, piangendo come una fontana, ci misi sopra la Snow e stetti a guardare quello che succedeva. Be', successe qualcosa che cambiò radicalmente le mie stupide e antropomorfiche convinzioni sui cani disabili, perché la Snow impiegò circa dieci minuti a capire come si poteva gestire questa strana "appendice" che le avevamo applicato: ma all'undicesimo minuto rotellava già allegramente per il piazzale con la faccia allegrissima, si dirigeva verso la sua pallina preferita, la prendeva in bocca e me la portava. "Ehi, sono di nuovo in piedi. Giochiamo?" Snowwhite era la femmina alfa del mio "branco" di husky prima della malattia, e tornò ad essere la femmina alfa quando riapparve con il carrellino. Sua figlia Stormy Cloud, che aveva preso momentaneamente il comando, glielo cedette nuovamente...no, non volentieri! Questa è una storia vera, mica un film di Walt Disney. Glielo cedette assolutamente controvoglia dopo aver provato ad avanzare verso la madre col pelo ritto, i denti in bella vista e le zampe rigide come trampoli, in un'esibizione di dominanza che non lasciava adito a dubbi: avrebbe fortemente voluto il comando e non aveva la minima intenzione di rimollarlo alla Snow. Quando le due femmine si incontrarono, io ero lì pronta ad intervenire temendo il peggio del peggio. Ma sapete cosa accadde? Snowwhite accettò la sfida della figlia senza dare il minimo segno di sottomissione: anzi, avanzò contro di lei con il treno anteriore più rigido del suo, le orecchie drittissime, lo sguardo fisso...e il didietro a rotelle. Ma questo non contava niente. Le due si fronteggiarono per qualche secondo, la Snow fece un "grrrrrr" sommesso...e la Stormy capottò a gambe all'aria. Okay, okay, sei tornata e comandi di nuovo tu. La
storia di Snowwhite non è a lieto fine, purtroppo: il
suo "periodo a rotelle" durò meno di otto mesi.
Poi la malattia, quando ormai l'avevamo dimenticata,
riprese il suo corso...e questa volta fu - rapidamente -
la fine. Valeria Rossi (articolo gentilmente concesso da www.tipresentoilcane.com) |
| CIOBY |
Vi spiego come è successo. Prima di rimanere paralizzato ero un vagabondo, passavo le mie giornate in giro per il mondo, fino a che un giorno passando per Ostiglia, un paese della provincia di Mantova, una macchina mi ha investito. Un ragazzo che lavorava nei dintorni ha visto l'incidente: l'autista che mi ha investito non mi ha nemmeno soccorso, mentre Massimo, che ha visto tutto, è accorso in mio aiuto. I danni che ho avuto in quell'incidente sono: cinque punti alla zampa, varie contusioni e, purtroppo, la lesione del midollo spinale. Non riesco a camminare, ma le mie zampe posteriori hanno comunque sensibilità ed ogni tanto riesco anche a muoverle. I miei padroncini acquisiti, Massimo e Lisa, con tanta pazienza, mi hanno costruito una sedia a rotelle, studiata appositamente su misura ed ora, alla faccia dell'altro veterinario, posso correre, giocare, fare il "biricchino" e, soprattutto, sono ancora vivo e non soffro di nessun tipo di dolore! Se anche tu avessi bisogno di una sedia a rotelle, ma non sai come costruirla, puoi contattare i miei pandroncini che sono disposti ad aiutarti (tel. 338 5610964), oppure guarda i progetti nel mio sito http://caneparalizzato.interfree.it/ |
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